Di Sabatino in visita dal rettore

31 Marzo 2016

«Indispensabile dialogare con lui per progettare la città del futuro»

TERAMO. L'operazione di avvicinamento politico che Alfonso "Dodo" Di Sabatino sta facendo verso i dalfonsiani non si è conclusa con la cena riservata che ha avuto con Manola Di Pasquale e Dino Pepe, ma si sta concretizzando anche attraverso le nuove relazioni istituzionali che il gruppo di "Teramo Soprattutto" sta tessendo. E' il caso del rettore dell'università di Teramo Luciano D'Amico, a cui Di Sabatino e i due consiglieri di Teramo Soprattutto, Alberto Covelli e Alessia De Paulis, hanno reso gentile omaggio nel corso di una sorta di "visita guidata" dei plessi dell'ateneo in cui D'Amico ha fatto da cicerone ai tre consiglieri.

L'incontro al rettore è stato chiesto proprio dal gruppo di "Teramo Soprattutto" che guarda a D'Amico come interlocutore necessario alle manovre politiche di spostamento nel centrosinistra. Non sfugge infatti che il rettore D'Amico – definirlo dalfonsiano è una forzatura dal momento che non ricopre ruoli politici – è certamente un esponente dell'economia e della cultura particolarmente apprezzato dal presidente D'Alfonso che lo ha indicato tra i "saggi" della cabina di regia del Masterplan. Non a caso D'Amico è l'ideatore dei progetti di riqualificazione strategici della città quali l'ex manicomio, la teleferica di collegamento al campus universitario e il polo agro-bioveterinario.

E a confermare il fatto che la lista di maggioranza ritiene indispensabile cucire un rapporto con l'università è lo stesso Di Sabatino. Chiamato a commentare i contenuti dell'incontro, ha dichiarato: «Sì, riteniamo indispensabile dialogare con il rettore nel perimetro della necessità di integrazione tra le potenzialità dell'ateneo e la città in termini di economia e indotto. Essendo persona sensibile e preparata, ci siamo rivolti a lui poiché riteniamo prioritario ricucire lo strappo tra il centro e il quartiere "dormitorio" di Colleparco. Un quartiere che in passato fu indicato in maniera infelice per ospitare il campus universitario e di cui adesso la città paga le conseguenze. Ma possiamo rimediare se la politica rema in direzione dei progetti di rivitalizzazione dell'ateneo e della città nel suo insieme. Il rettore ci ha illustrato i progetti sullo spostamento del rettorato e di Scienze della comunicazione nei locali dell'ex manicomio ("che significano circa 700 studenti in centro"), e il progetto della cabinovia».

Come si colloca Di Sabatino di fronte ai dubbi posti dal sindaco Brucchi sulle spese di gestione di impianto impattante come la teleferica? «Penso che concentrarsi solo sui costi di gestione sia una visione miope»,ha risposto «bisogna vedere cosa porta in termini di economia un'infrastruttura che avvicina al centro gli studenti. Di fronte a una progressiva desertificazione dei centri storici, incoraggiata dal proliferare di centri commerciali, stiamo assistendo a uno scivolamento a valle della città. Basti pensare allo spostamento verso San Nicolò dopo la realizzazione dello stadio. Perché questo non è stato pianificato a ovest della città dove c'è la motorizzazione per equilibrare i baricentri economici? Gli equilibri di una città sono determinati dalla politica e noi abbiamo voluto dire al rettore D'Amico che Teramo Soprattutto risponde presente».

E' consapevole Di Sabatino della lettura politica di adesione del suo gruppo ai dalfonsiani? «Ho stima per D'Alfonso. Una stima che non si è concretizzata con lui in Regione poiché non mi sono candidato ma che nutro per lui e per tutte quelle figure che alzano il livello del dibattito pubblico che non può essere solo confinato a buche e pensiline. Abbiamo solo testimoniato la nostra disponibilità alle iniziative per la città come quella di un dibattito pubblico che il rettore ha in mente per coinvolgere i teramani sulla teleferica». (m.d.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA