Di Silvestre in carcere per scontare 12 anni

Giulianova, arrestato il caldaista condannato in via definitiva per l’omicidio dell’imprenditore Cialini
GIULIANOVA. La settimana scorsa il pronunciamento della Cassazione che, nel respingere il ricorso della difesa, ha reso definitiva la condanna d’appello. Ieri pomeriggio è scattato l’arresto per Dante Di Silvestre, il 61enne caldaista di Mosciano Sant’Angelo accusato di aver accoltellato e ucciso l'imprenditore informatico 41enne di Giulianova Paolo Cialini al termine di un diverbio scoppiato per motivi stradali. Un fendente sferrato all’angolo tra viale Orsini e via Verdi a Giulianova nel giugno del 2016 davanti agli occhi della figlioletta della vittima: una bimba di 6 anni rimasta nell’auto del papà e unica testimone. Omicidio volontario sia per il primo grado (con una condanna a 14 anni al termine di un rito abbreviato) e sia per il secondo con la pena ridotta a 12 anni, 2 mesi e 20 giorni per Di Silvestre che ieri pomeriggio è stato arrestato in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale presso la Corte d’appello.
Per il ricorso alla Suprema Corte Di Silvestre si era affidato, oltre che al difensore di sempre Gennaro Lettieri, all’avvocato Franco Coppi, uno dei più grandi penalisti italiani e il cui nome negli anni si è incrociato con le difese di Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi. A rappresentare le parti civili gli avvocati Giovanni Melchiorre (per la compagna e la figlia della vittima) e Massimo Di Bonaventura (per la sorella e la mamma). Di Silvestre, dopo la sentenza di primo grado, era agli arresti domiciliari. Secondo la difesa, questo il filo conduttore del ricorso in Cassazione, il caldaista non voleva uccidere ma difendersi. Una tesi, quella portata avanti dai difensori davanti alla Suprema corte, che puntava far trasformare la contestazione dell’omicidio volontario in omicidio preterintenzionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

