Di Stefano: «Braga senza sede? Può andare alla Molinari»

18 Luglio 2016

Secondo l’ex assessore al patrimonio ci vorrà almeno un anno prima che possa essere venduta Anche il consigliere Puglia critica la scelta di trasferire l’istituto musicale nel Parco della scienza

TERAMO. «Prima di mettere a bando la Molinari per venderla, bisogna avere un’idea di cosa da fare della Molinari, e visto che i tempi sono lunghi, non si comprende perché il Comune non voglia ospitare il Braga per un anno». Sulla querelle che si è aperta tra il sindaco Brucchi, che vuole spostare l’istituto musicale al Parco della Scienza perché vuole vendere la Molinari, e il direttore del Braga che giudica la proposta inaccettabile perché l’edificio non è adatto alle esigenze dell’istituto, si insinua l’ex assessore al patrimonio Rudy Di Stefano che fa una sottolineatura di non poco conto: sulla scuola dal valore di 5milioni di euro che il Comune vuole vendere pende un vincolo urbanistico di edilizia scolastica.

«È semplicistico dire che il Braga non può andare alla Molinari perché il Comune vuole venderla» spiega Di Stefano. «Prima si deve stabilire il Comune cosa vuole farne, quindi cambiare la destinazione urbanistica, e poi mettere a bando l’idea che il Comune ha in mente per la Molinari. Tradotto significa far passare almeno un anno poiché il Comune deve prima elaborare un progetto, poi fare un doppio passaggio per cambiare i vincoli urbanistici in Provincia e in consiglio comunale, e poi elaborare il bando con i tempi tecnici. Appare francamente inspiegabile questa chiusura verso il Braga perché ritengo che almeno per un anno la struttura potesse essere concessa, fermo restando che anche io ritengo utile per le casse dell'ente alienare un bene appetibile come quel plesso». Secondo Di Stefano dunque il Comune è in una fase di stallo, anche perché è sfumata la manifestazione di interesse dell’Inps che voleva la scuola in permuta con altri beni di sua proprietà certamente di valore, ma difficilmente alienabili per il Comune. «Da assessore avevo lasciato un progetto pronto da mettere a bando che prevedeva in cambio della Molinari una quota in denaro e una quota da riservare in appartamenti da destinare all'edilizia residenziale che in questo momento di criticità per gli inquilini sarebbe stato importante, a giudicare dalle proteste. Invece il progetto è stato cestinato, si deve rifare tutto daccapo e intanto non si danno risposte al Braga che per un anno poteva contare sulla sede».

Molto critico con l’ipotesi Parco della scienza anche il consigliere civico Angelo Puglia. «Io penso che una struttura come il Braga», afferma, «deve stare in centro storico e possibilmente in un palazzo adeguato dal punta di vista storico e acustico. È una delle più autorevoli istituzioni teramane che non si può confinare nella periferia della città. Inoltre se agevoliamo la fuga degli enti verso la periferia, non facciamo il bene e gli interessi del centro storico e delle sue attività. L’intervento di adeguamento strutturale e acustico va fatto sul vecchio edificio perché al Braga spetta l'importanza di una sede pari al lustro che ha dato al territorio». Nell’accordo sul Masterplan, firmato sabato scorso dai rappresentanti degli enti, è previsto che il Braga vada nell’ex manicomio, insieme al Dams, ma occorreranno anni prima che questa soluzione possa concretizzarsi, mentre il Braga ha bisogno subito di una sede adatta. (m.d.t.)

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