Di Stefano: ci rivediamo alle urne

E paragona Brucchi a Oronzo Canà. Gatti: amarezza e disappunto
TERAMO. La rivincita è già fissata. «Ci rivediamo alle urne», scriveva Rudy Di Stefano su Facebook nella tarda serata di giovedì, quando ormai era certo che non sarebbe rientrato in giunta. L'ex assessore ha continuato a battere sulla comunicazione social anche ieri, con nomi e deleghe ufficializzati, paragonando il sindaco Maurizio Brucchi a Oronzo Canà, lo strampalato allenatore di calcio interpretato da Lino Banfi che professa la "bizona" e i modulo "5-5-5". Al di là dei risvolti anche un po' goliardici delle valutazioni affidate ai cosiddetti "nuovi media", il contenuto resta. «Faccio i migliori auguri alla squadra», spiega Di Stefano, «ma andava cambiato l'allenatore». Doveva essere Brucchi, insomma, a farsi da parte come Di Stefano aveva evidenziato subito dopo le dimissioni da assessore in un incontro con "Nuove energie", l'associazione di cui è stato promotore. L'ex amministratore, primo degli eletti due anni fa, non si sente però un escluso. «Nel momento in cui mi sono dimesso non avevo più intenzione di rientrare», spiega, «anche perché non penso che ci siano i presupposti per fare bene con lo stesso modo di procedere». Di Stefano non ha alcuna intenzione di farsi da parte. Resta al fianco di Paolo Gatti con "Futuro in", ma si prepara anche a far esordire "Nuove energie" come lista civica alle prossime elezioni. «Se qualcuno pensa che perderò consensi», chiosa, «si sbaglia».
La sua mancata conferma, insieme a quella di Piero Romanelli, è accompagnata da «amarezza e disappunto» da parte di Gatti e "Futuro in". Nonostante questi sentimenti, però, il gruppo consiliare nel quale entra Antonella De Luca come sostituta del nuovo assessore Franco Fracassa sosterrà l'amministrazione continuando a «privilegiare le ragioni della stabilità e della governabilità della città e anteponendo gli interessi generali al dispiacere per quanto accaduto a Rudy e a Piero, ai quali non mancheranno ulteriori occasioni per servire la comunità». A Di Stefano e Romanelli vanno i ringraziamenti di Gatti e della lista che comunque si rammaricano di come «le condizioni di instabilità politica, il quadro normativo ed anche l'incrinarsi di alcuni rapporti personali abbiano determinato la perdita del contributo di due amministratori che hanno visto certificate le loro qualità, per l'ennesima volta, anche in occasione delle ultime elezioni». Il consenso, secondo "Futuro in" e il suo fondatore, non è un disvalore «come sembra accadere a Teramo, ma la vera essenza della democrazia partecipativa». (g.d.m.)
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