Di Stefano presenta Direzione Italia e attacca il Comune

2 Aprile 2017

L’ex assessore: «Vogliamo creare una nuova classe politica di centrodestra alternativa all’attuale amministrazione»

TERAMO. «Puntiamo a creare una nuova classe politica, di centrodestra, alternativa alla coalizione attualmente in amministrazione, che di destra non ha nulla». Esordisce così l’ex assessore comunale Rudy Di Stefano nel presentare il comitato di Teramo di Direzione Italia, il nuovo partito capitanato da Raffaele Fitto. Accanto a lui Désirée Del Giovine, referente delle "Leonesse" in Direzione Italia, il comitato femminile a sostegno del leader nazionale. E non è passata inosservata la partecipazione all'incontro degli esponenti del movimento Idea e di Fratelli d'Italia a suggellare da un lato la collaborazione con il nuovo soggetto politico e dall'altro a rimarcare la distanza maturata con altre forze politiche.

Prima di introdurre la squadra di 25 nomi che attualmente compone il comitato, (e tra questi Yuri Canfora, Marco Canzanese, Diego Ciarrocchi, Fausto Dezii, Danilo Di Giacomo e Carla Di Giulio), Di Stefano ha spiegato le motivazioni della sua scelta, un cambio di casacca ma non di ideali, dettato dalla delusione politica maturata tra le fila di Futuro In.

Nel corso della conferenza stampa l'ex assessore alla manutenzione non ha mancato di lanciare qualche stilettata al suo ex partito e all'attuale amministrazione: «È vero ho cambiato simbolo, ma non ho cambiato i valori che mi hanno spinto a entrare in politica. E di certo non sono stato io a svendere quegli ideali in nome di qualche delega in più. A chi amministra oggi la città vorrei dire che non ci sono solo persone "de-pensanti", ma esistono uomini e donne con valori e schiena dritta». Affrontando il capitolo "obiettivi sul territorio" Di Stefano ha dichiarato che l'attività del comitato partirà dalle piccole cose. Largo quindi agli incontri programmatici itineranti e alla riproposizione di questione maturate già in Futuro In, ma dal partito di allora accantonati, «progetti pronti ma svenduti in nome di qualche posto in giunta: ad esempio le giunte itineranti, sospese dopo le mie dimissioni, l'apertura di uno sportello dell'ufficio anagrafe a Villa Vomano, già finanziato con delibera di giunta, o il prolungamento del lungofiume fino a Cartecchio».

Così Del Giovine ha sintetizzato i motivi della sua adesione: «Militavo in Forza Italia, ma ne sono uscita per coerenza, così come ha fatto Fitto, stanca delle "nazzarenate"». E ha sottolineato: «In questo nuovo movimento non sono previste poltrone, ma solo posti in piedi per lavorare», invitando tutte le donne interessate al convegno programmatico delle “leonesse” che si terrà il prossimo 19 aprile a Roma.

Emanuela Michini

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