Di Stefano: «Sul verde soldi spesi male»

13 Agosto 2023

L’ex assessore: sotto la mia gestione il servizio tolto alla Team costava meno ed era più efficiente

TERAMO. L’ex assessore comunale Rudy Di Stefano in una nota torna sulle dichiarazioni rese al Centro dall’assessore in carica Valdo Di Bonaventura a proposito dei ritardi nella cura del verde pubblico in città. «Premesso che le ammissioni di colpa fanno sempre onore», scrive Di Stefano, «tuttavia – in questo caso – giustificare la propria inefficienza con la scarsità di risorse è oltraggioso e poco rispettoso nei confronti dei contribuenti. Ricordo all’assessore che lo scrivente si rese protagonista (con non poche polemiche, anche all’interno della mia stessa maggioranza) della revoca della gestione del verde pubblico alla Te.Am con affidamento a ditte private, secondo il regime della rotazione degli incarichi e messa in concorrenza. L’operazione permise all’ente di risparmiare oltre 600mila euro, garantendo un servizio più puntuale e capillare. Ovviamente, per ottenere un risparmio così cospicuo e un servizio migliore, la mole di lavoro del sottoscritto e dei tecnici comunali aumentò a dismisura. Nelle frazioni ricorderanno bene che il decespugliamento stradale iniziava già ai primi di giugno con un calendario pubblico degli interventi, effettuando anche un secondo passaggio dov’era necessario. L’amministrazione D’Alberto, con toni trionfali, azzerò completamente il lavoro da noi fatto, tornando ad assegnare alla Teramo Ambiente il servizio, con un aumento dei costi di oltre 700mila euro. Ora la domanda viene spontanea. Come può succedere che con un aumento di risorse così elevato, affidando il servizio alla Teramo Ambiente, la quale può contare su un esercito di dipendenti, la cura del verde è carente, e in alcune frazioni addirittura totalmente assente? Come può un assessore lamentare la carenza di risorse e di personale dopo che ha visto triplicare il capitolo di bilancio dedicato alla manutenzione del verde pubblico? Il dato di fatto – incontrovertibile – è che in passato il servizio del verde pubblico veniva svolto in maniera puntuale e certosino, con soli 350mila euro a disposizione. Oggi, con circa un milione di euro (tanto ci costa annualmente la cura del verde pubblico, tra quanto pattuito con la Te.Am e gli interventi svolti dal Comune fuori convenzione) non si riesce a fare neanche l’ordinaria manutenzione. Pertanto, assessore Di Bonaventura, ben venga il mea culpa; tuttavia, le cause non vanno imputate alla scarsità delle risorse e alla mancanza di personale, bensì alle proprie errate scelte politiche e alla mancanza di programmazione e controllo».(red.te)