Dialisi, la Asl acquista un nuovo depuratore

Atri, il primario: «La macchina di ultima generazione è basilare per i trattamenti» Presto i letti passeranno da 8 a 12. Scoperta una targa in memoria di Tancredi
ATRI. Giornata importante per il reparto di dialisi del San Liberatore. Ieri è stato inaugurato un macchinario basilare per il trattamento nel rene d’acciaio: un nuovo impianto di depurazione delle acque. E contemporaneamente – alla presenza della direttrica sanitaria della Asl Maria Mattucci – è stata scoperta una targa in memoria di un medico storico del reparto, Maurizio Tancredi.
«L’Impianto, della ditta Fresenius Medical Care, di ultimissima generazione e quanto di più tecnologico oggi esistente sul mercato, è stato installato dalla Evos di Montesilvano», spiega Goffredo Del Rosso, primario dell’unità operativa complessa, da cui dipende quella semplice di Atri, «è questo un macchinario basilare per la terapia dialitica. In ogni trattamento il sangue viene a contatto con 150 litri d’acqua: nel filtro da un lato scorre il sangue e dall’altro l’acqua e c’è uno scambio reciproco di sostanze. Ma è necessario che ci sia acqua sterile e depurata, che quindi deve fare un percorso in una serie di macchinari. Il depuratore nella dialisi di Atri era obsoleto e ora siamo riusciti a cambiarlo». La Asl ha speso circa 130mila euro per il nuovo macchinario. «Abbiamo ottenuto locali nuovi, completamente ristrutturati: una sala dedicata per la depurazione delle acque e una in cui si può fare manutenzione delle apparecchiature. E anche è stata creata una piccola sala di attesa – prima i malati aspettavano nel corridoio – che adesso dovrà essere allestita al meglio», aggiunge il primario.
Del Rosso annuncia che presto i posti in dialisi aumenteranno: «Nell’ambito della nuova rete dialitica che si sta definendo a livello regionale dovrebbe aumentare la sua potenzialità da 8 a 12 letti tecnici, quindi ci sarà ampliamento dei locali, nei primi mesi 2019». Ad Atri attualmente sono una trentina i pazienti in emodialisi e 6 in dialisi peritoneale.
Inoltre ieri, alla presenza della moglie e del figlio, è stata scoperta una targa in memoria di Maurizio Tancredi, il responsabile dell’unità semplice di Atri, morto nel 2016 a 61 anni.
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