Dichiarata fallita Fin Television la società editrice di Teleponte

I giudici: «Non è stato rispettato alcun termine del concordato né fatto alcun pagamento ai creditori» Le trasmissioni potrebbero continuare fino a primavera, quando ci sarà la riattribuzione dei canali
TERAMO. Il tribunale di Teramo ha dichiarato il fallimento di Fin Television Srl, la società editrice della storica televisione locale teramana Teleponte. L’emittente, la cui programmazione è stata affittata a un’altra società, potrebbe però continuare a trasmettere, almeno fino a quando (tra marzo e aprile del 2022) non ci sarà la riattribuzione degli Lcn, ovvero i numeri di canale del digitale terrestre. Questi non saranno più gestiti dalle singole televisioni ma da soggetti che li affitteranno alle emittenti che ne hanno titolo. Teleponte, che viste le sue annose vicissitudini e a maggior ragione dopo il fallimento i titoli non li ha, a quel punto perderà il canale 15 e la sua sorte appare segnata.
Fin Television, inizialmente riconducibile all’immobiliarista teramano Aldo Di Francesco e da anni rappresentata legalmente dall’ex moglie di Di Francesco, Chiara Morrone, nel 2017 aveva presentato al tribunale un progetto di concordato in continuità, basato cioè sulla prosecuzione dell’attività d’impresa e sul contestuale soddisfacimento dei creditori. Il tribunale, nella sentenza, rileva che «successivamente all’omologazione (del concordato, ndr) alcun pagamento è stato eseguito, alcun assuntore in concreto si è assunto l’onere di finanziare il fabbisogno concordatario, alcun termine è stato rispettato e il cronoprogramma è giunto alla sua scadenza naturale (2021) senza esito. Si è anche tentato di vendere il canale televisivo mediante gara competitiva ma senza esito. L’ultima offerta irrevocabile di acquisto, giunta soltanto in data 6 dicembre 2021, è palesemente inadeguata dal momento che prevede il pagamento (in 18 rate mensili) di euro 100.000 per l’acquisto del canale Teleponte; e ciò a fronte di un’offerta originaria di 360.000 euro poi non rinnovata (la gara è andata deserta). Non vi sono somme disponibili per i riparti né quindi queste consentono alcuna percentuale, neppure minima, di soddisfacimento dei creditori».
Per tutto questo è stato accolto dai giudici il ricorso presentato da tre ex dipendenti di Fin Television, creditori privilegiati, risolta la procedura di concordato avviata nel 2018 e dichiarato il fallimento. A giorni il giudice delegato Giovanni Cirillo e i curatori Anna Maria Orlandi e Raul Costantini si riuniranno per stabilire se la società Abm, che ha affittato la programmazione dell’emittente, potrà continuare a trasmettere sul 15 fino alla riattribuzione dei canali: sembra probabile una risposta positiva.
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