Dietrofront di Saccomandi: va da solo

11 Maggio 2018

Sulla composizione della lista si rompe subito l’alleanza con De Berardinis. Il Pd sferzante: «Le accozzaglie non durano»

ALBA ADRIATICA. Si sfascia subito l’alleanza anti-Casciotti: Remo Saccomandi rompe con Giuliano De Berardinis e ritorna in campo come candidato sindaco di Alba Adriatica. La fusione delle loro due liste era stata sancita ufficialmente solo martedì pomeriggio, con una stretta di mano pubblica evidentemente troppo affrettata, dopo settimane di tira e molla e trattative difficilissime. Ieri, con una nota stringata, Saccomandi ha riportato la situazione indietro nel tempo: «La lista civica Voi in Comune in maniera unanime ha deciso di non aderire a nessun accordo elettorale e di proseguire nel suo percorso iniziato oltre un anno fa. Non esistono i margini e le condizioni per sancire l’accordo per la non condivisione della composizione della lista tra i due schieramenti».
Se Saccomandi non entra nei dettagli, sono le indiscrezioni circolate fra i suoi a spiegare il perché della scelta di smentire se stesso poche ore dopo aver investito De Berardinis del ruolo di candidato sindaco della lista unita. Già martedì sera, dopo la conferenza stampa, si sarebbero fatti sentire i primi malumori, ma lo strappo vero e proprio si sarebbe consumato negli incontri e nei contatti avvenuti tra mercoledì sera e ieri mattina. Due i principali motivi di scontro. Uno sulla “quantità”: al gruppo di Saccomandi sarebbero stati concessi meno degli otto posti in lista inizialmente pattuiti per una fusione “alla pari”. Si parla di quattro, poi alzati a sette nel tentativo di ricucire. Contemporaneamente, ci sarebbe stato uno scontro sulla “qualità”: sulla candidatura diretta di figure non gradite al gruppo di Saccomandi per i loro trascorsi politici e non, ma anche su rivendicazioni avanzate da pezzi dell’amministrazione uscente, già mal digeriti dal gruppo di Voi in Comune.
La frantumazione dell’alleanza De Berardinis-Saccomandi può ora favorire gli sfidanti, Gabriele Viviani e, soprattutto, Antonietta Casciotti. Non a caso, la prima reazione pubblica alla rottura è arrivata dal Partito Democratico, che appoggia la lista Uniamo Alba guidata dalla Casciotti: «Siamo meravigliati di come cambiano le cose nell’arco di sole 24 ore. Ma poi riflettendo bene non dobbiamo stupirci, perché le accozzaglie non hanno mai avuto vita lunga. Ci auguriamo che i cittadini, sempre attenti, questa volta con il proprio consenso apprezzino il nostro lavoro credibile e di rilancio della nostra cara città».
Carlo Tarquini, candidato sindaco dei pentastellati, invece, rischia di non presentarsi alla competizione elettorale: la sua lista non ha infatti ancora ricevuto da Roma l’autorizzazione ad usare il logo del Movimento 5 Stelle. La causa sarebbe da ritrovarsi nella difficoltà a completare la lista dei candidati al consiglio comunale incontrate da un gruppo rifondato praticamente da zero solo pochi mesi fa.
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