Diffama Graziella Cordone su Fb Multa alla leghista Di Domenico

10 Aprile 2019

TERAMO. «Linguaggio dal tenore offensivo e denigratorio della dignità personale e professionale». È la motivazione con cui il giudice per le indagini preliminari Roberto Veneziano ha emesso il...

TERAMO. «Linguaggio dal tenore offensivo e denigratorio della dignità personale e professionale». È la motivazione con cui il giudice per le indagini preliminari Roberto Veneziano ha emesso il decreto penale di condanna nei confronti di Maria Di Domenico, ex assessore del Comune di Torricella e candidata per la Lega alle ultime regionali. Il reato di cui è stata ritenuta responsabile è la diffamazione a mezzo stampa nei confronti della consigliera comunale di “Insieme Possiamo” Graziella Cordone che a fine marzo è stata eletta anche in Provincia. I fatti contestati risalgono all’agosto del 2018 e attengono a post pubblicati su Facebook. A una presa di posizione favorevole alla vaccinazione dei bambini da parte di Graziella Cordone seguì una risposta da toni e contenuti pesanti di cui fu autrice Maria Di Domenico. Nel decreto penale vengono riportate alcune delle frasi scritte dall’ex assessore e rivolte a Cordone. «..un'infinita di corbellerie..È da anni sulla scena politica. Però stranamente lei va in minoranza anche quando il Pd è maggioranza!», sono alcune delle espressioni riportate dal giudice nel provvedimento, «ha scritto tante di quelle stupidaggini che figuriamoci..». Oltre alla collocazione politica di Graziella Cordone ne post incriminato si fa riferimento anche alla sua professione. «Ripeto sono veramente preoccupata perché è un’infermiera», scrive Maria Di Domenico, «domani mattina vado subito a segnalare all'ordine..tesi talmente tarocche che qualsiasi persona con un minimo di intelletto e buon senso non potrebbe mai condividere! Al di là li essere provax o novax, scritte da un'infermiera simili corbellerie angosciano». A queste affermazione si sono aggiunti quasi 190 commenti che hanno indotto la destinataria dei messaggi a presentare querela. Il giudice, dunque, ha condannato l’ex assessore al pagamento di una multa da 400 euro. (g.d.m.)
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