Diffamazione, Rapagnà condannato in appello

27 Settembre 2016

Diede del “corrotto” ad Enzo Frattari durante una seduta del consiglio comunale Il processo di secondo grado conferma la pena stabilita dal giudice di pace

ROSETO. Anche l’appello conferma la condanna dell’imprenditore rosetano Alberto Rapagnà, riconosciuto colpevole del reato di diffamazione nei confronti dell’allora consigliere comunale di maggioranza Enzo Frattari, per avergli gridato “corrotto”durante un consiglio comunale. In primo grado Rapagnà era stato condannato dal giudice di pace al pagamento di una multa di 600 euro: nel processo d’appello che si è svolto davanti al tribunale di Teramo – giudice Lorenzo Prudenzno – la condanna è stata confermata e la sanzione pecuniaria è passata a 900 euro.

«Riferiva la parte offesa», si legge nelle motivazioni della sentenza di primo grado, confermata nel processo di appello, «che in occasione di una seduta del consiglio comunale di Roseto mentre seguiva il suo intervento l'ingegnere Alberto Rapagnà dal pubblico si rivolgeva a lui (il consigliere Frattari, ndr) dicendogli «che non potevo parlare poichè ero un corrotto dal momento che avrei approvato un Prusst (progetto edilizio) e poi avrei acquisito degli immobili che riguardano il progetto». Frattari – rappresentato in entrambi i processi dall’avvocato Tommaso Navarra – riferiva inoltre che tutta la seduta del consiglio comunale veniva ripresa dalla tv locale Teleponte e ritrasmessa. «

Le circostanze riferite dalla parte offesa», si leggeva ancora nella sentenza del giudice di pace, « hanno trovato puntuale riscontro in quanto emerso dalla visione del dvd. L'imputato (Rapagnà,ndr) riferiva del diverbio avuto con il consigliere Frattari nel consiglio comunale di cui si discute, pur escludendo il pronunciamento di parole offensive nei suoi confronti». «Va rilevato che nella condotta dell'imputato», ha scritto poi ilgiudice nela snetnza di primo grado, «secondo quanto emerso dall'istruttoria, sono da ravvisare gli estremi del delitto della diffamazione. Infatti, dando per avvenuto il diverbio tra i due (circostanza confermata dai testi e dallo stesso imputato), l'esame del dvd ha consentito di ascoltare con precisione le parole provenienti dal pubblico e in particolare dalla voce che veniva indicata come proveniente dal Rapagnà. Lo stesso dvd non veniva contestato dalle parti in giudizio. La parola "corrotto" pronunciata dal Rapagnà davanti al consiglio comunale e al pubblico che vi assisteva, nonchè la sua diffusione attraverso la ripresa televisiva, seppure in ambito locale è da intendersi indubbiamente come diretta ad offendere la reputazione (onore in senso oggettivo) del Frattari». (red.te.)

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