Difficile per i balneatori pagare canoni e imposte

21 Luglio 2017

Colpa di una serie di inciampi burocratici e del mancato aggiornamento delle concessioni da censire. Lunedì una riunione per affrontare il problema

GIULIANOVA . Difficoltà all’orizzonte per il pagamento puntuale dei canoni delle concessioni demaniali marittime e della collegata imposta regionale: colpa di una serie di inciampi burocratici. Al fine di affrontare in maniera unitaria la problematica gli operatori del settore terranno un’assemblea lunedì prossimo, con inizio alle 19, sul terrazzo del Lido Cesare.
Al riguardo il Sib (sindacato italiano balneari) ricorda che già nel 2009 il ministero delle Infrastrutture aveva reso obbligatorio per gli enti locali l’utilizzo di un sistema informativo per il censimento delle strutture presenti sul Demanio marittimo. Disposizione ribadita dall’Agenzia delle Entrate nel 2012 confermando quel sistema quale unico strumento per tutte le amministrazioni centrali e periferiche, ai fini della gestione dei beni demaniali marittimi. Successivamente, in data 29 marzo 2017, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito l’utilizzo obbligatorio del modello F24 Elide (elementi identificativi) ai fini della semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti, con abolizione dei precedenti stampati e disposizione di utilizzare i nuovi codici.
Domizio Luigi Scilli, presidente provinciale del Sib, sottolinea: «Attendevamo una presa di posizione sollecita da parte dell’amministrazione comunale per l’adeguamento della posizione di ogni singola concessione ed invece abbiamo dovuto pazientare per mesi affinchè l’ufficio Demanio prendesse le dovute decisioni per aggiornare la situazione. Solo lo scorso 10 luglio ai concessionari è stata recapitata, a mezzo Pec, la richiesta di ottemperare, entro il 30 settembre, all’invio del modello D1 in supporto cartaceo ed informatico. È evidente», continua Scilli, «che siamo di fronte a scadenze strettissime con l’aggiunta che, da un primo esame, un buon numero di concessioni, a partire dal 2002, non sono state catalogate o aggiornate. La conseguenza di ciò è che molte di queste, nuove o con variazioni, non risultano censite come previsto dal decreto ministeriale del novembre 2015».
Tale ritardo, come evidenzia il sindacato, si ripercuoterà negativamente sul puntuale pagamento del canone demaniale e dell’imposta regionale che, in base alle disposizioni di legge, dovranno essere versati entro e non oltre il 15 settembre 2017. Oltre al danno la beffa di dover sborsare anche qualche euro in più di mora.
Alfonso Aloisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .