Diffida a bloccare i lavori del nuovo ponte sul Vomano

4 Novembre 2018

I progettisti di una delle aziende escluse dall’appalto intimano alla Provincia di annullare gli ultimi atti «È illegale cambiare il progetto dopo l’aggiudicazione». Dubbi anche sull’originalità della modifica

CASTELLALTO. Un’opera con un iter quantomai travagliato. E’ arrivata in Provincia una diffida a bloccare l’inizio dei lavori e tutti gli atti successivi alla modifica del progetto fatta dopo la gara d’appalto del ponte sul Vomano.
La diffida – presentata dai progettisti dell’opera per conto della Cisa Appalti che ha preso parte alla gara – si basa sulla modifica del tracciato fra i comuni di Castellalto e Cellino. In sostanza Massimo Viviani, legale rappresentante della Seico, in una lettera protocollata il 25 ottobre afferma che «la legislazione non consente di apportare modifica alcuna al progetto offerto in sede di gara dopo l’aggiudicazione definitiva, anche qualora tali modifiche comportino una modalità di composizione transattiva comportante rinunce reciproche per entrambe le parti». Da qui l’invito e la diffida ad annullare tutti gli atti conseguenziali alla modifica del progetto offerto in fase di gara, anche con tutta la procedura di esproprio. Se la Provincia non provvederà, la Seico annuncia ricorsi, anche sul piano del danno erariale.
In sostanza la Seico chiede il blocco dei lavori che sta avviando in questi giorni l’Ati (composta da Costruzioni stradali Armando Di Eleuterio e Di Sabatino Giuseppe & C) a cui l’opera è stata affidata il 31 gennaio 2017 dopo un contenzioso che l’ha vista prevalere sulla prima aggiudicataria, appunto la Cisa Appalti di Castelnuovo Vomano. Il contenzioso è arrivato fino all’ultimo grado di giudizio: nei fatti l’assegnazione dell’appalto doveva essere alla Di Eleuterio e Di Sabatino. Il progetto esecutivo dell’opera – che prevede un investimento di 5,8 milioni – come previsto dall’appalto integrato, è stato realizzato dall’Ati. Sono state anche avviate le procedure per gli espropri dei terreni, che ora la Seico chiede di bloccare. Oltre a osservare che confrontando le tavole del tracciato si deduce che la modifica è sostanziale, fa notare anche che «la parte finale del tracciato in corrispondenza del galoppatoio presenta un andamento similare a quello previsto nella nostra offerta tecnica, per quanto potuto verificare attraverso le tavole di esproprio pubblicate». E osserva che se si riscontrasse una effettiva sovrapposizione fra i due elaborati «si procederà nelle opportune sedi nei confronti dei responsabili» anche perchè ci sono differenze di punteggio (nella valutazione per l’appalto) fra le diverse soluzioni.
Qualora la Provincia bloccasse l’iter, con ogni probabilità perderebbe il finanziamento: sarebbe difficile ottenere una proroga ai sensi di quanto previsto per i fondi Par Fas . Infatti 3 milioni e 100 per il ponte sono coperti con fondi Fas; 2 milioni e 900mila euro per la viabilità d’accesso provengono da fondi della Regione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA