Diffida della Team al Comune «Pagateci subito due milioni»

Per l’ad Ranalli senza questa somma gli stipendi e gli stessi servizi sono a rischio. Il sindaco replica assicurando subito 850mila euro e sul debito da 1,2 milioni dice: dovete farci nuove fatture
TERAMO. Un vero e proprio braccio di ferro tra Comune e Teramo Ambiente si sta giocando sul riconoscimento dei debiti che l’ente deve alla municipalizzata. Di mezzo anche un problema più imminente, cioè il pagamento del prossimo stipendio ai lavoratori. Secondo l’amministratore delegato Team Luca Ranalli c’è il rischio concreto che l’azienda non sia in grado di onorarlo, tanto che due giorni fa è partita una lettera di sollecito formale indirizzata al Comune in cui l’azienda chiede il pagamento di due milioni di euro. Di questa cifra 780mila euro fanno riferimento a fatture correnti ma, per Ranalli, ci sono in ballo anche un milione e 200mila euro di fatture scadute, mai pagate, né contestate, che la municipalizzata esige. Né ritiene sufficiente Ranalli la disponibilità del Comune a versare il primo acconto di 750mila euro, poiché secondo l’amministratore la cifra è insufficiente a coprire gli importi che la Team deve ai fornitori. Oltre agli stipendi, dunque, per il rappresentante del socio privato è a rischio la prosecuzione stessa del servizio, tanto che le preoccupazioni sono state manifestate ieri nel corso di una riunione con i sindacati.
Intanto sui problemi economici che investono la partecipata dal Comune, ma anche sulla visita dell’ispettorato del lavoro riconducibile agli aumenti di livello operati (vedi altro articolo in pagina), si è alzata l’attenzione anche della politica. Per il prossimo martedì pomeriggio il consigliere Pd Maurizio Verna ha convocato la commissione di garanzia e controllo da lui presieduta, alla presenza dei vertici della Team, per far luce su questi aspetti in aula consiliare.
«La Team avrà i soldi per pagare gli stipendi e qualcosa avanzerà anche per i fornitori». Ad annunciarlo è il sindaco Maurizio Brucchi che replica così alla diffida inviata al Comune dall'amministratore delegato della società pubblico privata. «Domani (oggi, ñdr) verseremo la quota di 850mila euro», chiarisce il primo cittadino, «per il servizio di igiene urbana riferito a gennaio». Il pagamento, dunque, secondo il sindaco risolverà il problema stipendi paventato da Ranalli. Quanto al saldo del debito pregresso di 1,2 milioni di euro, su questo punto la partita resta aperta. «Siamo pronti a liquidare la somma in questione», garantisce Brucchi, «ma alle condizioni che abbiamo indicato, non a quelle che vuole Ranalli». In ballo ci sarebbero infatti altre cifre pretese dalla società ma che secondo il Comune non sarebbero dovute. L'ente, dunque, sarebbe in attesa di una nuova fatturazione per liquidare l'importo indicato nella diffida. «Se la Team segue il percorso che abbiamo stabilito», sottolinea il primo cittadino, «riscuoterà il credito al più presto».
Brucchi non ci sta a passare per moroso e precisa che nel 2015 il Comune ha versato alla Team 13,6 milioni di euro. «Liquidiamo le fatture a meno di trenta giorni», fa notare, «l'anno scorso abbiamo pagato con regolarità più di un milione al mese: poche amministrazioni pubbliche rispettano questa tempistica». Il sindaco fa rilevare, inoltre, che il Comune di Teramo non è l'unico cliente della Team, a cui fa capo anche la Ecotedi che opera a Giulianova. Per verificare lo stato della società, comunque, Brucchi richiederà la convocazione di un'assemblea dei soci.
Marianna De Troia
Gennaro Della Monica
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