Dipendenti comunali in rivolta «Siamo pochi, servizi a rilento»

Alba, il settore demografico denuncia: «Stress per gli addetti e tanti disagi per i cittadini» Mai risolto il problema della mobilità: a due lavoratrici bloccato il trasferimento a Teramo e Ascoli
ALBA ADRIATICA. «Siamo pochi e stressati, con ripercussioni anche nei servizi per i cittadini»: così il personale di un settore del municipio di Alba Adriatica decide di prendere posizione pubblicamente e lanciare un appello all’amministrazione comunale del sindaco Antonietta Casciotti. Si tratta del settore demografico, quello che gestisce, tra le cose, anche l’anagrafe, lo stato civile e i servizi cimiteriali, con i due sportelli per il pubblico in piazza IV Novembre. Sono quattro i funzionari del settore, responsabile compreso.
Raccontano i dipendenti: «Fino a pochi anni fa eravamo in sei, aiutati anche dai lavoratori socialmente utili. Ci sono stati poi due pensionamenti oltre quello recente grazie a “quota 100” non sostituito come previsto dalla normativa». Tra i pensionamenti anche quello del sindaco di Tortoreto Domenico Piccioni, funzionario storico del settore demografico del municipio albense. Continuano gli addetti: «L’ultimo concorso si è tenuto nel 2010.C’è la scusa perfetta del Covid, ma altri comuni stanno assumendo tramite mobilità o altre graduatorie. Il Comune di Alba ha anche assunto per altri settori di recente, come per l’ufficio protocollo».
Conseguenza diretta della carenza di personale, secondo i dipendenti del settore demografico albense, è la difficoltà nella gestione delle ferie e nel “coprire” le assenze giustificate, ma anche il rallentamento nelle attività. «Riceviamo tante lamentele dai cittadini, soprattutto per la lentezza delle pratiche. Noi facciamo del nostro meglio, ma lavorare in queste condizioni è per noi un fattore di stress. Ancora di più in estate, quando triplicano l’affluenza di persone in municipio e il numero di pratich. Mentre noi restiamo sempre gli stessi, a differenza di altri settori, come quello dei vigili urbani, dove invece vengono effettuate assunzioni estive a tempo determinato».
Conseguenza diretta della carenza di personale è anche lo stop alla mobilità dei dipendenti. Due almeno le richieste mai accettate: una verso Teramo e un’altra verso Ascoli Piceno, avanzate da funzionarie che vorrebbero avvicinarsi alla propria famiglia. L’ultimo dei due casi, due anni fa provocò anche una sorta di incidente diplomatico tra il municipio albense e quello marchigiano. Ma niente è cambiato e nessuno dei due trasferimenti si è sbloccato. «In altri settori ci sono lavoratori più fortunati a cui è stata concessa la mobilità, per noi è invece impossibile», dicono, «Abbiamo chiesto in tutti i modi all’amministrazione di risolvere il problema del personale. Siamo imprigionate ad Alba».
L’amministrazione, tramite il vicesindaco e delegata al personale Alessandra Ciccarelli, a ottobre ha annunciato ben 14 nuove assunzioni in municipio per il 2021. L’auspicio è che si faccia in fretta e si risolvano anche i disagi del settore demografico.
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