Disabile bloccata, chiesto il risarcimento

Comune citato in giudizio per la mancata rimozione di barriere architettoniche: danni per 25mila euro
TERAMO. Bloccata in casa dalle barriere architettoniche. È la contestazione mossa al Comune, citato in giudizio per una richiesta di risarcimento da 25mila motivata con la mancata rimozione degli ostacoli da un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Le barriere avrebbero impedito la piena capacità di spostamento all’assegnataria dell’appartamento. È stata lei, un anno e mezzo fa, ha intentare la causa civile imputando all’ente «una condotta discriminatoria indiretta nei suoi confronti, in quanto persona disabile, oltre a un comportamento omissivo di fronte alle sue reiterate segnalazioni, che le avrebbe impedito la libera accessibilità agli spazi condominiali e all’esterno, con grave pregiudizio dei suoi diritti». L’autrice del ricorso ha chiesto, dunque, la rimozione delle barriere architettoniche dalla palazzina di edilizia residenziale pubblica, nonché l’indennizzo economico in questione.
La somma è stata calcolata, infatti, in riferimento danno patito in violazione della legge del 2006 che stabilisce “misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”. Il contenzioso è comunque approdato a una fase di conciliazione che prevedeva l’assegnazione di un alloggio alternativo alla disabile. Quest’ultima, però, nel frattempo è morta. Il procedimento si è dunque interrotto, ma a farlo ripartire è stato il figlio della defunta assegnataria dell’appartamento. L’erede pretende, infatti, che venga riconosciuto il danno subìto dalla madre e il Comune sia condannato a pagare a lui i 25mila euro a suo tempo richiesti a titolo di risarcimento.
L’amministrazione ritiene che nessun comportamento discriminatorio sia stato messo in atto nei confronti dell’assegnataria dell’alloggio, per cui l’ente non abbia violato le norme citate. Per questo ha dato mandato all’ufficio legale del Comune di costituirsi in giudizio per respingere le argomentazioni a supporto della richiesta di indennizzo. (g.d.m.)

