Disabile buttato nel cassonetto, il padre: «Non dorme la notte e teme di non avere più amici»

I cassonetti dove è stato buttato il disabile
Parla il genitore del ragazzo vittima di bullismo: «Da questo schifo voglio vedere del buono»
SILVI. Ci vuole tanta sapienza di vita per rovesciare una potenziale invettiva in un messaggio di speranza. Perché lui ha tutto il diritto di perdere il controllo delle parole per dare fiato alla sua paura e a quella degli altri. Come sempre il problema non è avere dubbi, ma lasciarsi paralizzare da questi. R.L., 49 anni, di Silvi, ha scelto di andare oltre. È il papà del disabile 17enne picchiato e buttato in un cassonetto da un gruppo di coetanei. Ha deciso, dopo la denuncia alle forze dell’ordine, che la potenza dei social era l’unica strada per esserci. E così, mentre il caso si srotola nei primi atti di un’inchiesta della Procura per i minorenni con due indagati, dalla storia di Silvi riparte l’onda lunga contro il bullismo a sbatterci in faccia che non bastano convegni e protocolli a far invertire la rotta.
L’INTERVISTA COMPLETA SUL CENTRO IN EDICOLA

