Disabile morto per una rampa irregolare, negoziante a processo

17 Ottobre 2019

Pineto, titolare di un market è imputato per l’omicidio colposo dell’uomo caduto dalla sedia a rotelle È accusato anche di non aver rispettato la legge sull’eliminazione delle barriere architettoniche

PINETO. I primi testimoni comparsi ieri davanti al giudice monocratico Domenico Canosa hanno raccontato di come quasi tutti i giorni vedevano l’anziano disabile sulla sedia a rotelle passare sul marciapiede. Fino a quella mattina di settembre di tre anni fa quando la sedia a rotelle si rovesciò sullo scivolo davanti al supermercato e l’anziano cadde a terra. Morì qualche giorno dopo in ospedale per i traumi riportati.
Per la sua morte è finito a processo il titolare del negozio accusato di omicidio colposo e di inosservanza di alcune disposizioni previste dalla normativa sul superamento e l’eliminazione della barriere architettoniche. Secondo l’accusa della Procura, infatti, davanti al negozio sarebbe stata realizzata una rampa di accesso non regolare.
Così, a questo proposito, scrive il pm Davide Rosati (titolare del fascicolo) nel capo d’imputazione: «Avendo realizzato una rampa di accesso in acciaio al predetto esercizio commerciale che permette il collegamento tra le due diverse quote della strada pubblica e della pavimentazione esterna dell’area di pertinenza del market con una pendenza pari a circa il 16% non realizzata e collocata correttamente».
Il pm, sempre nel capo d’imputazione, così ricostruisce la dinamica del fatto: «A bordo della propria carrozzina, nel percorrere in discesa il predetto scivolo, a causa dell’eccessiva pendenza, subiva il probabile impuntamento delle pedanette poggiapiedi che provocavano il ribaltamento della carrozzina con la conseguente caduta al suolo della parte offesa». Il disabile venne immediatamente soccorso e ricoverato in ospedale per un grave politrauma. Morì qualche giorno dopo.
La Procura, inoltre, accusa l’uomo anche di invasione di terreno e deturpamento e imbrattamento di cose altrui. In particolare, si legge ancora nel capo d’imputazione, «perchè realizzando la rampa di accesso invadeva arbitrariamente una porzione di suolo pubblico del Comune di Pineto». All’epoca dei fatti il pm dispose il sequestro sia della carrozzina e sia della rampa di accesso realizzata davanti al negozio di Pineto.
Nel corso dell’udienza di ieri sono stati ascoltati, come testi citati dalla Pubblica accusa rappresentata in aula dal pm d’udienza Roberta Roccetti, alcuni residenti della zona che quella drammatica mattina di tre anni intervennero immediatamente per portare i primi soccorsi all’uomo. Si torna in aula a gennaio con l’audizione degli altri testi. Nel processo i familiari della vittima si sono costituiti parte civile.(d.p.)
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