Disabili senza trasporto: parte il servizio di riserva

Il Comune usa i fondi dell’emergenza Covid per i collegamenti con i centri diurni L’assessore De Sanctis: trovata una soluzione tampone per famiglie in difficoltà
TERAMO . Le attività sono riprese, ma senza il servizio di trasporto. È intervenuto il Comune a risolvere il disagio patito dai disabili che frequentano i centri diurni “La Dimora” e “La Piazzetta”. Entrambe le strutture sono gestite dall’Anffas, l’associazione che si occupa diversamente abili e delle loro famiglie, e dopo l’interruzione forzata delle attività dovuta al lockdown hanno riaperto i battenti. Non tutto, però, è tornato come prima per i frequentatori dei due centri. Per varie problematiche logistiche, legate anche ai vincoli rimasti a lungo in vigore per i servizi di trasporto sempre a causa dell’emergenza sanitaria, non è stato riattivato il prelievo nelle rispettive abitazioni e il successivo riaccompagnamento con mezzi idonei dei disabili.
Si è aperto così un grave disagio per gli iscritti ai centri e per le loro famiglie, nella maggior parte dei casi formate da genitori anziani, considerato che i destinatari del servizio sono soprattutto adulti. Sono state proprio le mamme e i papà a rivolgersi, dunque, all’amministrazione per trovare una soluzione al problema. «Non si tratta di un’attività che rientra in quelle di competenza diretta del Comune», premette l’assessore ai servizi sociali Ilaria De Sanctis, «per cui, insieme agli uffici, abbiamo predisposto una formula che potesse rispondere alle esigenze dei disabili e delle loro famiglie».
Tramite i fondi per la gestione dell’emergenza sanitaria, dunque, l’amministrazione ha attivato voucher tramite i quali ogni utente potrà pagare il trasporto di andata e ritorno tra la propria abitazione e i centri diurni. Ne beneficeranno in tutto circa 15 utenti, ma per l’assessore è importante il segnale. «Non si tratta di una platea amplissima di persone da aiutare», tiene a precisare l’assessore, «ma era comunque importante intervenire e trovare una soluzione proprio perché, trattandosi di famiglie in cui i genitori hanno spesso un’età avanzata, si doveva adottare un provvedimento che riveste una particolare valenza sociale». La soluzione escogitata dal Comune sarà in vigore fino a dicembre e andrà riformulata per l’anno prossimo. «Predisporremo un progetto di più lunga durata», conclude De Sanctis, «coinvolgendo anche la Asl».
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