Discarica, chiamato in causa D’Alfonso
Atri, Italia Nostra chiede se è vero che arrivano rifiuti da tutta Europa e chi ha dato l’autorizzazione
ATRI. Tanti gli interrogativi sulla discarica Santa Lucia di Atri. Dopo le recenti proteste dei residenti dell’area collinare vicina agli invasi, preoccupati sulla natura dei rifiuti conferiti, scende in campo anche l’associazione Italia-Nostra.
In una lettera inviata alla presidenza della Regione, il presidente Domenico Zenobio scrive: «non siamo assolutamente tranquilli sulla corretta gestione della discarica. Vorremmo, pertanto, sapere quanto segue: la “vecchia” discarica è stata definitivamente e correttamente bonificata? In cosa è consistita l’eventuale bonifica effettuata? Nella “nuova discarica” vengono solo conferiti rifiuti secchi? Chi verifica la loro effettiva consistenza e quali tipo di controlli vengono effettuati? Essa è stata regolarmente collaudata prima della sua attivazione? E’ vero che i rifiuti provengono da diverse località italiane e, forse, anche dall’estero? Perché in discarica vengono conferiti rifiuti che non provengono solo dagli otto Comuni del Consorzio Piomba-Fino, che dovrebbero essere i soli a fruire della discarica attiva?».
Italia Nostra conclude chiedendo chi abbia autorizzato il conferimento in discarica dei rifiuti che provengono da fuori Regione e quante migliaia di metri cubi di pattume sono state finora conferite, a partire dalla sua attivazione, nella “nuova discarica”. «Esiste un sistema di controllo automatico che impedisca il conferimento in discarica di sostanze pericolose, come per esempio quelle radioattive e quali controlli sono stati e vengono effettuati sulla qualità ambientale del sito?», scrive Zenobio. Sulla questione discarica un mese fa intervenne anche il consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante che evidenziò: «C'è la possibilità, non smentita dalla Regione, dell'apertura di una quarta discarica, ciò aggraverebbe una situazione già fortemente compromessa».
Domenico Forcella
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