Discarica crollata, la rabbia del comitato

30 Settembre 2018

La reazione dopo le assoluzioni: «Siamo delusi ma almeno non si farà mai l’impianto bis»

TERAMO. «La delusione è totale perché dopo 12 anni noi cittadini abbiamo solo due certezze e cioè che la discarica è crollata e che non c’è nessun colpevole». Francesco Di Diomede è il volto storico del comitato di cittadini La Torre, quello che per anni ha denunciato. Il giorno dopo la sentenza di assoluzione della Corte di appello non nasconde la sua amarezza. «Siamo delusi», dice, «anche se c’è una cosa che ci riempie d’orgoglio e che è emersa in tutti questi processi. Ovvero che quel sito non era idoneo e quindi la nostra battaglia ha evitato che in quel posto ci fosse un’altra discarica, come previsto, e quindi un altro crollo». I giudici aquilani hanno confermato l'assoluzione per l'ex presidente della Regione Gianni Chiodi coinvolto nella vicenda nella sua veste di allora sindaco di Teramo, per il dirigente del settore rifiuti della Regione Franco Gerardini e per l'ex dirigente Massimo Di Giacinto, e annullato la condanna in primo grado dell'ex assessore comunale all'ambiente Berardo Rabuffo e dell'ex dirigente comunale Nicola D'Antonio. Tutti e cinque gli imputati sono stati assolti con la formula «perché il fatto non sussiste». Sull’assoluzione interviene anche l’avvocato Tommaso Navarra che in questi anni ha rappresentato il comitato dei cittadini: «Oggi è sconfitto lo Stato che, in 12 anni, non è stato in grado di individuare responsabilità per l’unica discarica al mondo collassata integralmente. Oggi sconfitta è la nostra comunità, che aveva e continuerà ad avere un enorme problema ambientale sul piano umano e patrimoniale. Noi continueremo a controllare, a denunciare e a cercare una giustizia che oggi ci è stata negata».(d.p.)
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