Discarica di Atri, comitato e Wwf attaccano il consorzio

16 Febbraio 2020

Nel mirino la volontà di ricorrere al Tar contro lo stop all’ampliamento «Decisione assurda e senza senso. Segnaleremo il caso alla Corte dei conti»

TERAMO. «Una decisione assurda e senza senso». Questo il commento di Ilaria De Lauretis, rappresentante del Comitato difesa ambiente Santa Lucia di Atri, in merito alla decisione del commissario del consorzio Piomba-Fino, Laura D'Alessandro, di ricorrere contro la decisione regionale di non autorizzare il terzo ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri. «Continuare questa battaglia», aggiunge De Lauretis in una conferenza stampa che si è svolta ieri a Teramo, «è inutile e dannoso. Al di là delle problematiche gestionali ed ambientali, mi chiedo quale sia la ratio di continuare a sostenere l'idea dell'ampliamento; gli stessi Comuni, che teoricamente il consorzio dovrebbe tutelare e rappresentare, si sono opposti in maniera decisa. Perché andare contro la volontà dei diretti interessati, ovvero quei cittadini che andrebbero a subire le conseguenze di tale, scellerato, ampliamento?». «Non so quali motivazioni possa asserire Laura D'Alessandro», ha detto Dante Caserta vice presidente del wwf Italia, « ma la verità è questa: la discarica di Atri con una capienza di 360.000 metri cubi di rifiuti in più non è necessaria alla nostra regione. L' Abruzzo ha 1.400.000 abitanti e può contare su ben sei discariche. Per dare un'idea della situazione di altre regioni, la sola città di Roma, che conta circa 3 milioni di abitanti, potrebbe avvalersi di sole 5 discariche presenti in tutta la regione Lazio. Il compito del commissario del Consorzio non dovrebbe essere pertanto quello di aprire nuove discariche, ma quello di gestire al meglio la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti del comprensorio che deve amministrare. È poi noto che i consorzi di gestione dei rifiuti sono destinati ad essere soppressi per far posto all'Agir, l’Autorità di gestione dei rifiuti di livello regionale. Il ruolo di un commissario dovrebbe essere quindi quello di gestire questa fase di passaggio recuperando crediti ed evitando nuovi indebitamenti. E invece si continua a sostenere che sia necessario creare una nuova discarica per ottenere incassi da destinare alla bonifica di discariche precedenti. Un cane che si morde la coda» Infine la stoccata di De Lauretis: «Se il commissario del consorzio continuerà questa assurda battaglia invieremo una segnalazione alla Corte dei conti: il suo intento di ricorrere al Tar aggraverebbe ulteriormente il bilancio del Consorzio con ripercussioni sui Comuni e su tutta la comunità. Chi è nelle facoltà di farlo dovrebbe intervenire superando questa fase commissariale o individuando un nuovo commissario che vada nella direzione auspicata dai Comuni e dai cittadini».
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