Discarica di Sant’Omero, tutti assolti

In sette, tra sindaci e tecnici, accusati di violazioni ambientali dopo la chiusura: per il giudice il fatto non costituisce reato
TERAMO. È una sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato a chiudere il processo per la discarica Ficcadenti di Sant’Omero. Assoluzione per tutti i sette tra sindaci, ex sindaci e tecnici finiti davanti al giudice dopo una citazione diretta a giudizio del pm Silvia Scamurra. Nella loro veste di amministratori dell’Unione Comuni proprietario del sito e tecnici della Poliservice (società conferitaria dei servizi di manutenzione ordinaria nella fase post operativa) erano accusati di violazione delle normative ambientali nella gestione post chiusura della discarica consortile attiva fino al 2004.
I reati contestati a tutti erano di tipo ambientale e, in particolare, la violazione di alcuni articoli del testo unico ambientale riguardante la gestione di rifiuti non pericolosi in violazione delle prescrizioni autorizzative, a cominciare dal percolato. Secondo l’accusa della Procura, tra il 2015 e il 2017, ci sarebbe stata una gestione della discarica, così si legge nella citazione, «in violazione delle prescrizioni autorizzative del servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo finalizzate alla realizzazione di prescritti adeguamenti strutturali, di funzionamento, controllo e sorveglianza post operativa ed alla successiva chiusura dell’impianto». Tutte accuse cadute durante l’istruttoria a tal punto che lo stesso pm ha chiesto l’assoluzione per gli imputati.
Il giudice Enrico Pompei ha assolto Leandro Pollastrelli, attuale sindaco di Colonnella, presidente pro tempore dell’Unione Comuni dall’agosto del 2014 al luglio del 2016); Rando Angelini, all’epoca dei fatti sindaco di Sant’Egidio e presidente pro tempore dell’Unione Comuni; Alessia Lupi, responsabile pro tempore del settore lavori pubblici e ambiente dell’Unione Comuni; Angelantonio Cretone, responsabile pro tempore del settore lavori pubblici e ambiente dell’Unione Comuni; Dalila Pulcini, responsabile pro tempore del settore lavori pubblici e ambiente dell’Unione Comuni; Giovanni Antelli, all’epoca dei fatti presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Poliservice e Gabriele Ceci, procuratore speciale dal 2011 e direttore generale dal gennaio del 2017 della Poliservice. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Massimo Consorti, Gabriele Rapali, Guglielmo Marconi e Tonino Cellini.
Resta a processo Umberto D’Annuntiis, ex sindaco di Corropoli e attuale sottosegretario alla presidenza della giunta regionale (all’epoca dei fatti contestati componente della giunta dell’Unione Comuni dall’agosto del 2014 al luglio del 2016). D’Annuntiis (assistito dall’avvocato Gennaro Lettieri) ha scelto il rito abbreviato che è ancora in corso.
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