Discarica, proteste all’open day

Atri, sit-in di M5S e cittadini. Italiani: «Noi siamo a posto». Molte lamentele per il vecchio impianto
ATRI. Proteste all’open day della discarica “Piomba Fino” di Atri. Ieri mattina alle 9.30 c’erano famiglie, anziani e attivisti del Movimento 5 Stelle uniti nel gridare con striscioni e volantinaggio i propri dubbi sull’ attuale gestione del sito che raccoglie i rifiuti di ben otto Comuni.
Carmine Bozzelli, residente nella zona, attacca: «Ho un terreno confinante con la vecchia discarica comunale dove c’è ancora dell’immondizia che deve essere bonificata, c’è puzza tutto intorno». Il comitato “Difesa ambiente Santa Lucia di Atri” evidenzia che «i sindaci del consorzio in quanto autorità sanitarie devono mettere per iscritto che il sito non è pericoloso per la salute dei cittadini».
La portavoce del M5S Atri Ilaria De Lauretis aggiunge: «Quello che hanno mostrato oggi nell’open day è solo propaganda, come si fa a parlare di qualità quando l’Arta ha accertato violazioni di legge nella gestione della nuova discarica come indicato nella nota del 9 novembre 2015 numero 6840?». In tanti non si sono lasciati scoraggiare dal sole e dal caldo, come la famiglia Franchi che aggiunge: «Le nostre case sono a 800 metri dalla vecchia discarica e attorno ci vivono circa 180 persone: vogliamo un analisi da parte delle autorità competenti dell’aria che respiriamo e delle acque , siamo preoccupati per i nostri bambini. Nel fosso della Portella che va nel fiume Piomba ci sono liquami e immondizia mai recuperati».
Il presidente del Cda del Piomba Fino Alessandro Italiani non ci sta ad essere impallinato dalle proteste e mentre mostra i nuovi sistemi di trattamento del percolato in 6 nuovi silos afferma: «abbiamo organizzato l’open day della discarica proprio per far vedere a tutti che non c’è nulla da nascondere».Italiani precisa che «la vecchia discarica è gestita dalla Regione Abruzzo ed è ben recintata e non c’entra nulla con il nuovo impianto in cui tutto funziona a norma efficientemente e con le certificazioni dell’Arta. Il nostro sito, costato 3 milioni di euro, raccoglie circa 18mila tonnellate di rifiuti annui e potrà operare per altri 4 anni. La Regione ci dice che in base ad un’indagine epidemiologica effettuata nella zona i dati emersi sono inferiori alle medie provinciali e regionali».
Domenico Forcella
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