Dissequestrati i quadri della pittrice uccisa

7 Febbraio 2019

Il giudice li affida alla curatrice nominata dal tribunale per occuparsi dell’eredità (ora bloccata)

TERAMO. Il giudice dissequestra i quadri d Renata Rapposelli e li affida alla curatrice nominata dal tribunale per la gestione dell’eredità dopo l’omicidio della 64enne pittrice originaria di Chieti: è un altro procedimento, l’ennesimo, a scandire il caso. Parallelamente al processo in corso in corte d’assise e in cui sono imputati l’ex marito Giuseppe Santoleri e il figlio Simone accusati di aver ucciso la donna al termine di un violento litigio nella casa di Giulianova, c’è anche quello civilistico riguardante l’eredità della donna che in questo momento è sospesa essendoci, appunto, un reato come l’omicidio contestato ai familiari. Ieri pomeriggio il gip Roberto Veneziano ha accolto l’istanza di dissequestro di tutto il materiale presente nell’abitazione anconetana della donna, tra cui circa trecento quadri opere della vittima, affidando tutto alla curatrice nominata per l’eredità.
Intanto è fissato per il 21 di questo mese la seconda udienza del processo in corte d’assise. In programma l’audizione dei primi otto testi citati dalla Pubblica accusa (rappresentata dal pm Enrica Medori) tra cui vari rappresentanti della polizia giudiziaria delegata alle indagini. Di recente Giuseppe ha accusato il figlio Simone dell’omicidio sostenendo di eesere stato minacciato dal figlio a non parlare. Fino a qualche mese fa entrambi avevano sempre respinto ogni accusa sostenendo che quel 9 ottobre del 2017 avevano incontrato la donna a Giulianova e poi Giuseppe aveva accompagnato l’ex moglie a Loreto. Di diverso avviso gli inquirenti: la donna, secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa dopo essere arrivata a Giulianova, soffocata al termine di una lite per questioni economiche, con il corpo nascosto in auto e scaricato sulle rive del Chienti, a Tolentino.(d.p.)
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