Disturbi alimentari, colpiti bimbi sempre più piccoli

20 Aprile 2019

La pediatria cura più di 120 pazienti con anoressia e bulimia e 250 per obesità Il primario Di Pietro: «L’età si sta abbassando, cibo troppo centrale nella famiglia»

TERAMO. Disturbi del comportamento alimentare non più solo agli adolescenti. Ora colpiscono i bambini, e anche molto piccoli. Mario Di Pietro, primario del reparto di pediatria del Mazzini, dal 1998 cura bambini e ragazzi con disturbi del comportamento alimentare (Dca). Fino a due anni fa lo faceva ad Atri e ora a Teramo ne l servizio di endocrinologia e nutrizione pediatrica inserito nel suo reparto.
«Oggi c’è una situazione di grande disagio sociale e i bambini sono la cartina al tornasole», spiega Di Pietro, «i genitori sono sempre meno in grado di contenere le loro ansie in quanto hanno le proprie. Quindi pressano i bambini generando ansia da prestazione per le aspettative elevate. A questo si aggiunge una comunicazione troppo focalizzata sull’alimentazione: i genitori danno un’importanza preponderante al cibo rispetto ad altro».
Tutto questo può sfociare in due situazioni diametralmente opposte eppure molto simili: l’obesità e il disturbo alimentare evitante restrittivo.
Nel primo caso, sottolinea Di Pietro, l’insorgenza dell’obesità, che prima grosso modo coincideva con l’età di frequenza delle scuole elementari, adesso si è abbassata all’età della materna. Non solo: non si tratta solo di eccesso ponderale. Mentre prima gli obesi erano l’8, il 9% adesso si arriva al 15%. «Questo crea nei bambini un’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo, spesso vengono presi in giro, criticati, anche in famiglia e bullizzati a scuola», spiega Di Pietro che è anche referente per l’Abruzzo della Società italiana endocrinologi e diabetologi pediatrici per la prima delle due specialità.
Una delle cause del disturbo alimentare evitante restrittivo, in cui «il bambino non riesce ad alimentarsi in modo da avere una crescita adeguata e quindi compromette crescita e sviluppo», osserva Di Pietro, può essere l’obesità.
E sia la scarsa alimentazione che l’iperalimentazione che portano a obesità e disturbo alimentare evitante restrittivo sono fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo alimentare vero e proprio e quindi l’insorgenza, ed esempio di anoressia o bulimia nervosa, in cui compare una distorsione dell’immagine corporea, soprattutto in età adolescenziale.
In trattamento al servizio del Mazzini ci sono più di 120 giovani pazienti con Dca (84 nuovi casi nel 2018) e più di 250 per obesità. Arrivati da tutto l’Abruzzo – dove questo è l’unico servizio strutturato e organizzato – e anche da altre regioni.
Da tempo Di Pietro chiede l’assegnazione dei 10 posti letto di riabilitazione semi residenziale (centro diurno) previsti a livello regionale, ma mai assegnati. Sarebbe un completamento del trattamento multidisciplinare integrato fornito dal servizio, in cui collaborano alla risoluzione dei casi un medico, un dietista e uno psicologo.
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