Docente arrestato Il legale: «Questa è caccia alle streghe»

Di Nanna: «Distrutta la vita di un uomo buono e onesto» Il coordinamento Codice Rosso: «Dichiarazioni terribili»
TERAMO. È una strategia difensiva d’attacco quella che l’avvocato Vincenzo Di Nanna mette nero su bianco. Il legale difensore del 54enne insegnante di scienze teramano arrestato con l’accusa di presunte molestie sessuali su tre studentesse di 14 e 15 anni che sarebbero avvenute durante le lezioni in un istituto scolastico teramano interviene e scrive: «Nel momento in cui si ritiene sufficiente la parola di alcuni minorenni per mandare agli arresti un uomo quando i fatti contestati sarebbero avvenuti in aula durante le lezioni e persino alla presenza degli insegnanti di sostegno che nulla hanno visto o sentito, ci si trova nella stessa situazione dei processi celebrati nel '600 di caccia alle streghe, come quello di Salem in cui l'innesco di un pericoloso meccanismo di suggestione fanciullesca fece perdere la vita a persone innocenti o, come nella concreta fattispecie, ha distrutto la vita di un uomo buono e onesto».
Il legale, che ha già pronto il ricorso al Riesame, preannuncia che l’uomo risponderà alle domande del gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia in programma per la prossima settimana. «Da un lato», dice ancora, «sono stati violati con l'uso (abuso?) della spettacolare misura cautelare diritti fondamentali dell'accusato; dall'altro è stata gravemente turbata la serenità dell'ambiente scolastico, tanto più davanti ad accuse così gravi che imporrebbero la massima cautela».
Le dichiarazioni dell’avvocato hanno sollevato la reazione del coordinamento Codice Rosso. «Terribili dichiarazioni che non passano in sordina», scrive la presidente Adele Di Rocco, «che hanno lo scopo di un talkshow. Questo fa sì che nei processi mediatici non ci sia alcun limite deontologico da rispettare nei confronti delle persone coinvolte , motivo per cui spesso anche le vittime possono essere definite colpevoli. Accade questo purtroppo nei casi di processi applicati per reati sessuali, i quali spesso si trasformano in una gogna pubblica per la vittima. Sorgono spontanee delle domande. Perché delle studentesse dovrebbero mentire affrontando un processo dove verranno ascoltate e dovranno fornire elementi di fatto per sostenere l’accusa di stupro? Perché l'uomo che è accusato di stupro viene elogiato per il ruolo che riveste definendolo buono? Fortunatamente disponiamo di un ordinamento giuridico formato da norme e leggi in cui auspichiamo la verità e la giustizia e il pronto intervento del Garante dell’infanzia».(d.p.)
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