Donna morta in casa da un mese: al setaccio i computer della figlia

S’indaga per capire se si sia documentata sull’utilizzo di coperte bagnate per coprire il cattivo odore In passato aveva denunciato maltrattamenti del fidanzato, il suo legale pronto a chiedere una perizia
TERAMO. I fascicoli giudiziari spesso scandiscono tragedie che nel tempo possono solo diventare più dolorose. Per tutti.
Il caso di via Arno con una figlia che per un mese ha convissuto con il corpo della mamma è uno di questi. Nell’inchiesta aperta per occultamento di cadavere (la donna 43enne attualmente ricoverata in psichiatria è indagata) si procede nel tentativo di mettere insieme tutti i particolari necessari a ricostruire una dinamica. Tra i primi accertamenti investigativi ci sono quelli sui due computer sequestrati alla donna insieme al telefono cellulare: i riscontri tecnici dovranno verificare anche se abbia fatto ricerche sul web per documentarsi sull’utilizzo di coperte bagnate su un cadavere per neutralizzare il cattivo odore di un procedimento di decomposizione. Perché per tutto il tempo in cui il corpo della mamma 77enne Franca D’Agostino è rimasto nell’appartamento di via Arno lei lo ha ammantato di coperte imbevute d’acqua a cui aggiungeva saponette. Un accertamento il cui esito in un fascicolo processuale di questo tipo può sicuramente aprire la porta anche ad altre ipotesi di reato. Così come accertamenti sono in corso sui tempi riguardanti l’erogazione della pensione: ovvero se l’indennità sia stata percepita quando l’anziana era già deceduta.
La 43enne in questo periodo era impegnata con il telelavoro in un call-center. In passato aveva denunciato maltrattamenti da parte dell’allora fidanzato. Al suo avvocato Daniele Contrisciani che l’ha incontrata in ospedale ha ripetuto, così come ha detto nell’immediatezza ai carabinieri, di essere molto dispiaciuta per quello che è successo, di non aver mai avuto intenzione di fare del male alla mamma. «Si è sentita male in bagno», ha raccontato, «e io l’ho portata sul letto. Aspettavo si svegliasse». L’avvocato, una volta rientrata la consulenza dell’autopsia, potrebbe chiedere una consulenza psichiatrica per stabilire se la donna al momento dei fatti fosse in grado di intendere e di volere: «La mia assistita ha ribadito, così come già detto nell’immediatezza dei fatti, che mai avrebbe fatto del male alla mamma a cui era legatissima. È molto prostrata per quello che è successo e che sicuramente non è dipeso dalla sua volontà».
E nella tarda mattinata di ieri il pm Greta Aloisi ha affidato l’incarico per l’autopsia al medico legale Giuseppe Sciarra (all’affidamento per l’indagata era presente l’avvocato di turno Vincenza Antonazzo). L’esame sarà eseguito martedì prossimo. Un primo accertamento medico legale ha escluso la presenza di segni di violenza sul corpo in avanzato stato di decomposizione ribadendo la prima ipotesi della morte per malore. E ha dato una sommaria indicazione sui tempi del decesso che con molta probabilità è avvenuto un mese fa. Ma è evidente che per avere indicazioni più precise bisognerà aspettare l’esito dell’autopsia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

