Donne in trasferta per derubare anziani

In carcere quattro rom di Alba e Martinsicuro accusate di 24 colpi: si fingevano medici, parrucchiere e fisioterapiste
VAL VIBRATA. Da Martinsicuro e Alba Adriatica si spingevano nelle Marche, nel Lazio, in Emilia Romagna, Umbria e Toscana per raggirare e derubare anziani. Da agosto a novembre dell’anno scorso avrebbero messo insieme fra contanti e gioielli non meno di 80mila euro di bottino collezionando 24 colpi.
In carcere sono finite quattro rom residenti tra Martinsicuro e Alba Adriatica ( ci sono madre e figlia e due sorelle): si tratta di C.S, 40 anni di Martinsicuro; R.D.R. di 53 anni, D.S. di 45 e G.D.R. di 65 anni tutte di Alba Adriatica e tutte già conosciute alle forze dell’ordine. Sono state arrestate dai carabinieri della compagnia di Osimo e dai colleghi della compagnia di Alba Adriatica dietro ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Ancona su richiesta della locale Procura. L’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati e di indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Sei mesi di indagini, partite ad agosto dello scorso anno e terminate a novembre, condotte dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Osimo, guidata dal comandante Luigi Ciccarelli hanno permesso di tracciare un quadro ben chiaro delle azioni delle nomadi che agivano con lo stesso modus operandi,
Il furto più grosso lo hanno commesso in provincia di Ascoli Piceno, a Monsampolo del Tronto, il 4 settembre 2018. Ad una donna di 84 anni, che le aveva fatte entrare in casa, hanno portato via 7mila euro in contanti, 8mila euro di monili in oro e 15mila euro tra titoli e denaro preso utilizzando carte di pagamento custodite nella cassaforte. Ma proprio nel forziere hanno lasciato una impronta che è stata determinante per arrivare alla banda
Secondo le ricostruzioni investigative le quattro donne rom mettevano in piedi identiche procedure di approccio ai danni esclusivamente di persone anziane, tutte ultrasettantenni, con una specifica suddivisione dei ruoli: una o due donne intrattenevano le vittime, spacciandosi, di volta in volta, per incaricate di pubblico servizio, parrucchiere, fisioterapiste, medici, estetiste, oppure fingendosi interessate alla locazione di appartamenti in zona, mentre gli altri appartenenti al sodalizio entravano di nascosto nelle case, rubando denaro e preziosi. Altre persone fungevano da palo allertando telefonicamente i complici in caso di “interferenze” indesiderate. La pluralità, la frequenza quasi giornaliera, la diffusività nel territorio e la reiterazione nel tempo delle condotte criminose hanno portato investigatori e inquirenti a ritenere che le arrestate siano specialiste del settore, che svolgono «professionalmente» tale attività da cui traggono fonti di sostentamento.
Nello specifico, secondo i carabinieri, il gruppo criminale si è reso responsabile a vario titolo di almeno 24 episodi che sono stati commessi nelle province di Ancona, Rimini, Teramo, Ascoli Piceno, Viterbo, Rieti, Roma, Pesaro, Fermo, Forlì-Cesena e Firenze, scegliendo strategicamente di colpire persone anziane per la loro vulnerabilità.
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