«Donne, partorite ad Atri per salvare la maternità»

5 Marzo 2015

Appello del comitato pro ospedale: nei due anni di qui alla chiusura del reparto possiamo raggiungere numeri tali da salvarlo. Cento i nati dall’inizio del 2015

ATRI. Ci sono due anni di tempo per rendere esecutivo il decreto di chiusura del reparto maternità di Atri. Parte da questo punto fermo l’appello diretto a tutte le future mamme del comprensorio a partorire ad Atri. A lanciarlo è il comitato “Il San Liberatore non si tocca” che tramite social network scrive: «Il presidente Luciano D'Alfonso ha decretato ufficialmente la chiusura del punto nascita di Atri, richiamando integralmente la relazione del Cpnr (commissione percorso nascita regionale). Abbiamo da sempre criticato questo documento in quanto riporta dati passati e non attuali come quelli del 2014, in cui il reparto di Atri ha assistito 515 parti. Siamo pienamente fiduciosi nell'accoglimento del ricorso al Tar che potrà sospendere il decreto emesso dal governatore; in ogni caso, stando alle dichiarazioni della dottoressa Maria Mattucci, la Asl di Teramo provvederà a chiudere il nostro punto nascita non prima del febbraio 2017, ribadendo che in questi due anni il reparto opererà in maniera efficente e sicura».

Il comitato, che ha raccolto oltre 15mila firme a difesa del nosocomio atriano, lancia quindi un appello: «È fondamentale che tutti sappiano che per salvare il punto nascita occorrerà che Atri assista nel 2015 e 2016 un numero di parti superiore alle 500 unità, quindi invitiamo le mamme a continuare a partorire ad Atri perché potranno effettivamente salvare il nostro punto nascita». Da inizio anno fino ad oggi sono già oltre 100 i bambini nati al San Liberatore e continuando di questo passo a fine 2015 si potranno raggiungere i 600 parti, risultato mai raggiunto negli ultimi 10 anni.

Il prossimo il 10 marzo ci sarà un consiglio regionale straordinario avente ad oggetto la discussione relativa proprio ai recenti tagli alla sanità atriana. Sul tema del ricorso al Tar che il fronte pro ospedale ha annunciato, intanto, il sindaco di Atri Gabriele Astolfi afferma: «Il decreto è stato firmato e pubblicato e il reparto nascite potrà essere chiuso, secondo quanto stabilito nel decreto, in qualsiasi momento: anche tra un mese o sei mesi, comunque entro due anni. Ora l’unica via percorribile è il ricorso al Tar. Sono pronto a convocare a breve nuovamente tutti i sindaci del comprensorio per formare quella commissione straordinaria territoriale diretta a portare avanti la battaglia istituzionale contro i tagli al San Liberatore. Speriamo comunque che nel frattempo i numeri delle nascite ad Atri continuino a salire».

Domenico Forcella

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