Dopo giorni a secco, torna il pesce all’asta
Nonostante le non buone condizioni meteomarine tre pescherecci hanno levato le ormeggi dal porto per dirigersi al largo e consentire lo svolgimento dell’asta ittica all’interno del mercato.Ieri...
Nonostante le non buone condizioni meteomarine tre pescherecci hanno levato le ormeggi dal porto per dirigersi al largo e consentire lo svolgimento dell’asta ittica all’interno del mercato.
Ieri mattina però solo lo “Sparviero” è tornato in banchina per consegnare il pescato alla contrattazione. “Vikingo” e “Faro” hanno rinunciato decidendo di restare in zona di pesca spingendosi oltre le 20 miglia dalla costa in attesa dell’annunciato miglioramento del moto ondoso. Dunque quella di ieri mattina è stata una seduta molto ridotta con lo scambio tra armatori e commercianti di sole 49 casse di prodotto fresco per un totale di 154 chilogrammi.
Quasi un record in negativo. La circostanza ha assicurato lo svolgimento dell’asta, ma con volumi naturalmente ridotti. La ripercussione si è avuta sui prezzi che sono leggermente lievitati come conseguenza della limitata offerta. Infatti, la proporzione tra i commercianti presenti (16 in totale) ed il pesce in vendita all’ingrosso (49 casse) è molto indicativa e parla molto chiaro sulla valutazione degli scambi. Le mazzancolle sono state quotate 34 euro più Iva al chilogrammo, le cicale di mare a 29 euro, i calamaretti a 20 euro, il gambero rosa a 18 euro, la seppia a 17 euro e la frittura a 13 euro. La specie più a buon mercato è stata la triglia a poco meno di 9 euro al chilogrammo. Questa mattina, grazie al pescato di tre imbarcazioni tornate in porto nella notte, un più ampio assortimento e una aumentata quantità sono stati assicurati. Il cenone di San Silvestro, in sostanza, è salvo non solo per i giuliesi, ma in buona parte della provincia di Teramo. (al.al.)
Ieri mattina però solo lo “Sparviero” è tornato in banchina per consegnare il pescato alla contrattazione. “Vikingo” e “Faro” hanno rinunciato decidendo di restare in zona di pesca spingendosi oltre le 20 miglia dalla costa in attesa dell’annunciato miglioramento del moto ondoso. Dunque quella di ieri mattina è stata una seduta molto ridotta con lo scambio tra armatori e commercianti di sole 49 casse di prodotto fresco per un totale di 154 chilogrammi.
Quasi un record in negativo. La circostanza ha assicurato lo svolgimento dell’asta, ma con volumi naturalmente ridotti. La ripercussione si è avuta sui prezzi che sono leggermente lievitati come conseguenza della limitata offerta. Infatti, la proporzione tra i commercianti presenti (16 in totale) ed il pesce in vendita all’ingrosso (49 casse) è molto indicativa e parla molto chiaro sulla valutazione degli scambi. Le mazzancolle sono state quotate 34 euro più Iva al chilogrammo, le cicale di mare a 29 euro, i calamaretti a 20 euro, il gambero rosa a 18 euro, la seppia a 17 euro e la frittura a 13 euro. La specie più a buon mercato è stata la triglia a poco meno di 9 euro al chilogrammo. Questa mattina, grazie al pescato di tre imbarcazioni tornate in porto nella notte, un più ampio assortimento e una aumentata quantità sono stati assicurati. Il cenone di San Silvestro, in sostanza, è salvo non solo per i giuliesi, ma in buona parte della provincia di Teramo. (al.al.)

