Dopo Tribuiani ricorre anche Paesani

15 Giugno 2019

Il consigliere escluso si affida a Mastromauro, l’esponente della Lega a uno studio legale di Milano vicino al Carroccio

GIULIANOVA. Terminata la campagna elettorale per il ballottaggio, proclamati gli eletti (sindaco e consiglieri) si apre un nuovo fronte che riguarda i ricorsi. In ballo, infatti, non c’è solo quello che intende presentare Pietro Tribuiani, come candidato sindaco giunto secondo al ballottaggio per un manciata di voti, ma c’è anche quello annunciato da Simone Paesani escluso a sorpresa dall’elezione a consigliere comunale a favore di Livio Persiani, candidato nella stessa lista “Verso” a sostegno del sindaco eletto Jwan Costantini. Paesani avrebbe già affidato la pratica per percorrere la via del Tar all’ex sindaco Francesco Mastromauro che, sebbene solo come avvocato, tornerebbe in qualche modo sulla scena politica giuliese. Paesani ha saputo dell’esclusione quando, mercoledì pomeriggio, c’è stata la proclamazione degli eletti in consiglio insieme a quella del sindaco. La commissione elettorale, presieduta da un giudice, ha ricontrollato mi verbali delle sezioni elettorali e ha verificato che i voti attribuiti a Paesani sono 100, esattamente come quelli attribuiti a Persiani. Le norme prevedono che nel caso in cui due candidati della stessa lista prendano lo stesso numero di voti il seggio viene assegnato a chi è in una posizione più alta nell’ordine di lista, in questo caso Persiani che era al secondo posto. Paesani però sostiene, in base a quanto gli hanno riferito i rappresentanti di lista, di avere preso 108 voti e quindi ha deciso la via del ricorso, perché solo il Tar può disporre il riconteggio delle schede, mentre la commissione elettorale si limita a controllare i verbali delle sezioni.
Così come per Paesani, anche per Tribuiani sono iniziati a decorrere da giovedì – giorno della proclamazione – i 30 giorni entro cui proporre il ricorso al Tar. «La forchetta tra me e Costantini è così stretta che tutto potrebbe accadere», dice Tribuiani confermando l’intenzione di adire le vie legali. «Basterebbero trenta voti spostati da uno all’altro candidato», aggiunge l’esponente della Lega, «per sovvertire l’esito del ballottaggio. Del resto la strana e paradossale vicenda che ha coinvolto Paesani, prima eletto e poi escluso, la dice lunga. Proprio sulla scorta di quanto accaduto, ci corre l’obbligo di andare avanti affinché prevalga una unica verità. Ci risulta che in qualche sezione lo scrutinio sia avvenuto un po’ troppo frettolosamente e con tecnica inusuale». Da fonti vicine al partito di Salvini si è appreso che il ricorso da presentare al Tribunale amministrativo regionale d’Abruzzo verrebbe preparato da uno studio legale di Milano considerato vicino alla Lega. Sulla vicenda Paesani-Persiani interviene anche Franco Arboretti (Cittadino Governante) il quale afferma: «Non sappiamo di preciso cosa sia successo, ma la questione va assolutamente affrontata per togliere dal campo qualsiasi dubbio. A breve faremo conoscere le nostre determinazioni sulla linea che seguiremo».
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