Dubbi sul futuro dell’ospedale

25 Aprile 2020

Basilico e Marcone chiedono che il centro Covid sia allestito fuori

ATRI. Ferve il dibattito sul futuro dell’ospedale di Atri, con l’affievolirsi dell’emergenza Covid. Paolo Basilico, consigliere di Abruzzo Civico e Giammarco Marcone, consigliere di Atri Civica, in una nota esprimono dubbi sull’idea del consigliere regionale Toni Di Gianvittorio di destinare l’ala “vecchia” al Covid e la “nuova” ai malati ordinari.
Basilico e Marcone ricordano che nell’ala vecchia ci sono tanti reparti:Radiologia, centro trasfusionale Farmacia, Pediatria, Elettroencefalografia, centro prelievi, Cardiologia, Psichiatria, Medicina Generale e Lungodegenza, Diabetologia.
«Dove verrebbero trasferiti? Vista che questa situazione perdurerà, sicuramente, per un lungo periodo, perché non pensare a una struttura al di fuori del nosocomio, interamente ed esclusivamente dedicata al Covid ? Come già accaduto per Pescara, Teramo, Giulianova e L’Aquila? Perché non prendere in considerazione la struttura sita a Villa Ferretti, ovvero la sede del Centro ex Gei Spiga di proprietà della Regione Abruzzo, o l’ex Istituto Ricciconti che dista 100 metri circa dal S. Liberatore, con ricollocazione di coloro che attualmente fruiscono di tali strutture?». I due consiglieri d’opposizione poi chiedono di nuovo al sindaco se sapeva che il San Liberatore sarebbe stato un ospedale Covid, se ha fatto delle obiezioni al riguardo e se ha avuto garanzie certe sul futuro dell’ospedale.
Sempre sul futuro del San Liberatore interviene l’ex consigliere regionale Luciano Monticelli. «Il futuro di questo ospedale si gioca proprio in questi giorni», osserva, ricordando che l’ospedale ha raggiunto numeri da record sotto la giunta D’Alfonso. Livelli di eccellenza che secondo Monticelli bisogna tutelare «per questo chiediamo che, fin da ora, si pianifichi il futuro del San Liberatore. La mia unica richiesta è che vengano fornite garanzie sulla riattivazione di tutti i servizi e reparti».