Dubbi sull’organizzazione della polizia urbana

24 Settembre 2017

Il centrodestra attacca: chiede chi è il vice di Cava e chi dirigerà la sede distaccata

ROSETO. «Chi esercita le funzioni, in sostituzione del comandante della polizia municipale, con poteri di firma degli atti e provvedimenti emessi dal comando?». È una delle tante domande che i consiglieri d’opposizione Enio Pavone, Nicola Di Marco e Alessandro Recchiuti pongono all’amministrazione con un’interrogazione sulla polizia municipale.
In particolare i tre consiglieri si soffermano sul ruolo di vice responsabile del comando ad oggi, secondo loro, non individuato. Queste le altre domande: il comandante della polizia municipale, Tarcisio Cava, attualmente è in servizio? Chi sostituirà il responsabile dell’ufficio nella sede distaccata in piazza della Libertà? Le funzioni attribuite all'ex responsabile nella sede dei vigili urbani in piazza della Libertà continueranno a persistere lì o verranno riportate nella sede centrale? Perché non viene applicato interamente il contratto di esternalizzazione delle sanzioni amministrative del codice della strada?
«Questa vicenda è un’ulteriore dimostrazione dello spirito di approssimazione che anima questa amministrazione che», dicono i tre consiglieri, «pur di colpire persone che, come l’ex comandante Berardo D’Emilio, hanno svolto egregiamente il proprio ruolo, non si fa scrupoli, come non se li è fatti con altri dirigenti e funzionari che avevano lavorato, al meglio, per questo Comune. E poi è stato conferito nuovamente il ruolo di comandate a colui che si era dimesso a seguito della nota vicenda della ‘Multopoli rosetana’ i cui profili giudiziari e contabili, sono ancora tutti da definire. Inoltre», concludono Pavone, Di Marco e Recchiuti, «il sindaco Sabatino Di Girolamo non ha incaricato un sostituto del comandante Cava e, in caso di sua assenza, mette a rischio tutti gli atti e i procedimenti amministrativi firmati da chi non avrebbe il titolo giuridico per siglarli».
Luca Venanzi
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