Due condannati per la bomba in pizzeria

15 Ottobre 2021

Quattro anni a Pascale e tre a Ricciardi, processati all’Aquila con il rito abbreviato per tentata estorsione. Assolta la donna

ROSETO. È di due condanne e di un’assoluzione l’epilogo del processo di primo grado per l’attentato esplosivo alla pizzeria Anima Concept di Roseto organizzato (sostiene l’autorità giudiziaria) per rivalità commerciali. Ieri mattina il giudice del tribunale dell’Aquila Monica Croci, al termine di un rito abbreviato, ha condannato a 4 anni e 3 mesi Antonio Pascale, 36 anni, origini campane ma residente a Roseto (assistito dall’avvocato Antonio Valentini e all’epoca titolare di un’altra pizzeria) e a 3 anni Salvatore Ricciardi, 38enne di Pomigliano d’Arco. Il giudice ha assolto con la formula più ampia del fatto non sussiste Sara Masone, 38enne di Roseto, all’epoca dei fatti compagna di Pascale (assistita dall’avvocato Nello Di Sabatino). I tre indagati, che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato che in caso di condanna prevede la riduzione di un terzo della pena, dovevano rispondere delle accuse di tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso (la Procura a questo proposito contesta il punto 1 del 416 bis del codice penale), di danneggiamento e turbata libertà dell’industria e del commercio. Secondo l’accusa della Procura teramana (fascicolo del pm Stefano Giovagnoni e della Procura distrettuale competente per il tipo di reato contestato) Pascale sarebbe stato il mandante dell’attentato e Ricciardi l’esecutore materiale. Pascale, nel corso dell’interrogatorio di garanzia fatto dopo l’arresto, aveva ammesso di aver organizzato tutto scagionando completamente la compagna. Alla domanda sul perché, all’epoca rispose dicendo: «Volevo dare una lezione perché dopo l’apertura di quella pizzeria gli incassi nella mia erano calati. Volevo dare una lezione, ma non di questo genere, con questi danni». L’ordigno esplose all’alba del 5 febbraio del 2020 davanti all’ingresso della cucina del locale che si trova sulla statale Adriatica provocando grossi danni al locale e mettendo in pericolo la palazzina che ospita anche alcuni appartamenti. La svolta nelle indagini dopo mesi di accertamenti, con tanto di intercettazioni ambientali e telefoniche, portate avanti dai carabinieri della compagnia di Giulianova.
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