«Due eco-endoscopi spostati da Teramo ad Atri: una follia»

12 Aprile 2018

TERAMO. Il consigliere regionale del M5S Riccardo Mercante ha da ridire sul trasferimento di due strumenti di eco-endoscopia disposto dalla Asl dall’ospedale di Teramo a quello di Atri. Mercante...

TERAMO. Il consigliere regionale del M5S Riccardo Mercante ha da ridire sul trasferimento di due strumenti di eco-endoscopia disposto dalla Asl dall’ospedale di Teramo a quello di Atri. Mercante nutre dubbi sugli effetti negativi che lo spostamento avrebbe sulla garanzia della salute dei cittadini.
«L’ospedale di Teramo, infatti, dotato di un eccellente servizio di endoscopia con tre sale endoscopiche, è un punto di riferimento per tutte le specialità chirurgiche, oncologiche e radiologiche; l’eco-endoscopia al suo interno completa l’iter sia diagnostico che operativo di tutte le patologie afferenti l’apparato digerente. Pensare di privare l’ospedale del capoluogo di uno strumento come questo», sottolinea Mercante, «significherebbe impoverire l’intero presidio di una metodica essenziale oltre che aggravare i problemi organizzativi, provocare un sovraccarico della spesa sanitaria e non garantire la possibilità di far fronte alle urgenze». Le due attrezzature verrebbero spostate proprio nell’unità semplice a valenza dipartimentale di eco-endoscopia ma, fa notare Mercante, questa dista solo 20 chilometri da Pescara, dove esiste già lo stesso servizio.
«Se si considera che la maggior parte della popolazione della provincia è situata a nord della regione e che l’ospedale di Teramo è quello di riferimento, ancora più irragionevole appare la scelta del manager Fagnano e del direttore sanitario Mattucci di privare il proprio nosocomio degli strumenti di eco-endoscopia», incalza Mercante, che teme disagi alla popolazione.
«È doveroso, pertanto, che la Regione si attivi affinché l’unità operativa complessa di gastroenterologia ed endoscopia dell’ospedale di Teramo non subisca il depotenziamento di un reparto di eccellenza e possa continuare a garantire agli utenti una copertura adeguata a sostenere le esigenze della salute degli stessi», conclude Mercante.