Due indagati per la morte di Mohamed

28 Giugno 2019

Sono il bagnino in servizio nella zona e il titolare della società di salvamento. Domani l’autopsia sul corpo del ragazzino

TERAMO. Nel fascicolo per omicidio colposo aperto dal pm Andrea De Feis in relazione alla morte di Mohamed Elomary, il 14enne marocchino disperso in mare a Giulianova nella giornata di lunedì e il cui corpo senza vita è stato rinvenuto ieri mattina appena fuori dall’imboccatura del porto, arrivano i primi due indagati. In vista dell’autopsia, che dovrebbe essere effettuata nella giornata di domani, il sostituto procuratore titolare del fascicolo ha infatti iscritto nel registro degli indagati un bagnino che lunedì mattina era in servizio in quel tratto di spiaggia e il titolare della società che gestisce il servizio di salvamento. Un atto dovuto, in questa fase delle indagini, per garantire ai due uomini di nominare un proprio consulente in occasione dell’esame autoptico. L’inchiesta, che sta muovendo i primi passi, dovrà rispondere a due interrogativi fondamentali: perché lunedì mattina nessuno ha fermato Mohamed e l’amico, entrati in acqua nonostante il mare mosso e rimasti in balia delle onde, e soprattutto perché la segnalazione di un disperso non sia scattata subito.
Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, anche attraverso il racconto di Said, l’amico che lunedì era insieme a Mohamed, i due ragazzini erano arrivati a Giulianova dopo aver preso un autobus a Teramo. Poi l’arrivo in spiaggia, l’ombrellone occupato nello stabilimento Malibù e la decisione di entrare in acqua su un materassino gonfiabile. Una decisione che si è trasformata in tragedia. Dopo essersi allontanati dalla riva i due ragazzini sono infatti rimasti in balia del mare mosso. E se Said è riuscito a tornare indietro a nuoto e a dare l’allarme Mohamed è stato inghiottito dal mare. Le ricerche, però, sono scattate solo molto tempo dopo. L’amico del 14enne ha infatti raccontato di essere uscito dall’acqua tra le 12.30 e le 13 e di aver chiesto immediatamente aiuto. Ma nessuno, secondo il suo racconto, gli avrebbe creduto. Tanto che la prima segnalazione alla guardia costiera è arrivata solo alle 15. A quel punto sono scattati i soccorsi, con il corpo di Mohamed rinvenuto ieri mattina da alcuni velisti. A cercare di fare chiarezza sulla tragedia sarà adesso l’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Teramo, che ha delegato le indagini agli uomini della capitaneria di porto, guidati dal tenente di vascello Claudio Bernetti. Del caso è stata interessata, con un rapporto della stessa guardia costiera, anche la procura dei minori.
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