Due interventi salvavita a Neurochirurgia

Il primario Lucantoni: «Operiamo in sicurezza, ciò che accade al Mazzini è in linea con i grandi presìdi»
TERAMO. Il Covid non ferma l’attività del Mazzini. E fra le superspecialistiche in prima linea c’è la Neurochirurgia, fra misure di sicurezza stringenti e interventi salvavita. «A parte i tamponi, fatti a tutto il personale e tutti negativi, il reparto è stato blindato da subito», spiega il primario Danilo Lucantoni, «abbiamo eseguito interventi, confrontandoci con i colleghi neurochirurghi lombardi, per trattare pazienti nella cosiddetta classe A e classe A++». Nel primo caso rientrano tumori e patologie con deficit neurologici ingravescenti o casi sospetti di natura maligna e quindi minimamente differibili: i pazienti sono sottoposti a tampone ese negativo gestiti nella sala di routine di neurochirurgia. In questa categoria rientra l’intervento eseguito giovedì «su un voluminoso tumore della regione ipofisaria, durato 7 ore con tecnica endoscopica transfenoidale (attraverso il naso, ndr) e successivamente su un altro tumore cerebrale, durato 4 ore», spiega il primario. I due pazienti, il primo teramano il secondo chietino, stanno bene.
Poi ci sono i pazienti A++ che devono essere immediatamente trattati, in urgenza ed emergenza e non è possibile aspettare il risultato del tampone: «vengono trattati sempre come Covid positivi e gestiti nella sala chirurgica dedicata Covid allestita al Mazzini seguendo percorsi delineati – a base di adeguata preparazione e protezioni individuali – con grande abnegazione e cura del personale sia neurochirurgico e che anestesiologico ma anche di quello infermieristico di sala operatoria. Ad esempio abbiamo trattato un'emorragia cerebrale di una donna di Sulmona e un ematoma sottodurale acuto proveniente da Sant'Omero. Si tratta di percorsi difficili e complessi: in caso di emergenza neurochirurgica occorre essere rapidi ed efficaci nonostante tutte le attenzioni dedicate alla complessa preparazione di sala Covid», osserva.
Ora, in cui sono diminuite le emergenze derivanti da traumi cranici e midollari causati da incidenti e gli interventi di elezione per la riduzione delle sedute visto che servono anestesisti per la Rianimazione Covid, «siamo pronti a gestire la fase 2 del rientro alla normalità con percorsi precisi in un ospedale – auspicando che apra presto il reparto filtro per i casi sospetti – che ritengo sempre più sicuro per affrontare un nemico insidioso e subdolo come il coronavirus. Le difficoltà che affrontiamo sono quelle riscontrate in tutti gli ospedali in cui esistono le superspecialistiche, specie le neurochirurgie. E' possibile che ci sia una contaminazione che richiede procedure di sanificazione rapide ed efficaci e l'ospedale è pronto. Non bisogna farsi prendere da inutili apprensioni: fanno parte del rischio che il personale sanitario corre quotidianamente: noi ne siamo consapevoli e preparati ed affrontarlo». (a.f.)
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