Due palestre chiuse Società costrette a pagare il doppio

8 Gennaio 2015

Oggi l’assessore Lucantoni proporrà i nuovi orari per l’utilizzo dei 5 impianti aperti, ma il malcontento cresce

TERAMO. E’ in programma per oggi il tavolo di confronto tra l’assessore allo sport Francesca Lucantoni, e le 14 società sportive teramane rimaste “orfane”, durante le feste di Natale, delle palestre della Casa dello Sport e di viale Mazzini. Una bella gatta da pelare per il Comune che si trova a fronteggiare nuovamente i malumori delle società sportive sia per la situazione in regime di monopolio in cui di fatto opera Linea Informatica, il gestore di 5 impianti comunali anch’esso convocato all’incontro, sia per i nuovi disagi a cui le società di pallamano, pallavolo, basket e ginnastica artistica sono costrette dopo la chiusura delle due palestre.

Una situazione che per il sindaco Maurizio Brucchi si è venuta a creare per effetto degli esposti che il Movimento 5 Stelle ha presentato per verificare l’agibilità degli impianti sportivi comunali e il possesso dei certificati di conformità alle normative antisismiche e antincendio. Esposti che hanno costretto l’ufficio tecnico del Comune a sospendere le attività dopo le verifiche e i sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco che hanno riscontrato difformità rispetto alla nuova normativa del 2011. Le due strutture infatti sono gestite dal Comune che ha però le mani legate sui lavori di adeguamento: la Casa dello Sport è della Regione mentre quella di viale Mazzini è della Provincia. E così bambini e attività dovranno traslocare negli altri 5 impianti comunali gestiti dal privato.

L’assessore ha già individuato una soluzione nel calendario provvisorio che verrà prospettato oggi alle società sportive e ritiene che non ci saranno ostacoli per arrivare a un punto d’incontro. «Ci siamo mossi per tempo e stiamo trovando anche nuove possibilità dialogando con alcuni plessi scolastici disponibili a ospitare le attività, tipo l’Alberghiero». Ma c’è chi mugugna perché le società si trovano a dover fare i conti con cifre ben diverse da quelle previste in bilancio. Marco D’Ascenzo, responsabile della Happy basket sbotta: «Alla Casa dello Sport pagavamo 7 euro e 50 a ora contro i 18 a ora che applica Linea Informatica. E’ ingiusto perché non siamo noi ad aver creato il problema ma è il Comune che non ha ottemperato ai suoi adempimenti e che deve trovare una soluzione economica con il gestore che impone i suoi prezzi. Detto questo ci dispiace anche che i giochetti politici dell’M5S vadano adesso a discapito dei bambini e dei sacrifici delle nostre società». Queste le società investite del problema: Happy basket, Azzurra Volley, Alter Ego, Nuova Sc Pallavolo, Cral Tercas, Basketball Teramo, Teramo Volley, Energia new, Tennis tavolo, Pallavolo Teramo, Scherma Marozzo, Scherma Teramo, Cam Ritmica e Pesistica Atlas.

Marianna De Troia

©RIPRODUZIONE RISERVATA