Duomo, la ricostruzione ora accelera

Completati restauro e consolidamento della facciata su piazza Martiri, a inizio giugno sarà liberata la torre campanaria
TERAMO . Resta solo una piccola impalcatura nel vano del portale chiuso e la recinzione ai piedi della scalinata. La spessa coltre di teli bianchi che oscuravano la facciata posteriore del duomo è sparita. In anticipo sui tempi previsti dai tecnici della Curia è stato concluso l’intervento di recupero e consolidamento antisismico del fronte della cattedrale che affaccia su piazza Martiri. La copertura che da due mesi la ricopriva è stata così rimossa, offrendo di nuovo ai passanti l’immagine della parete e della scalinata che fanno da sfondo a tante iniziative organizzate nel cuore della città. È il segnale di un intervento più ampio, quello avviato sul duomo e sulla torre campanaria, entrato nella fase conclusiva e che restituirà al centro storico uno degli scorci più suggestivi nel lungo percorso verso il ritorno alla normalità dopo i terremoti tra fine 2016 e inizio 2017. La cattedrale diventa così il simbolo di una ricostruzione che, dopo le titubanze iniziali, ha preso l’abbrivio giusto.
I tempi si accorciano sempre di più e per l’inizio di giugno sarà anche spacchettato il campanile. In quell’occasione, stando alla volontà manifestata dal vescovo Lorenzo Leuzzi, tornerà a suonare anche lo storico campanone che, prima del sisma, scandiva le ore della giornata. L’opera di riparazione dei danni e adeguamento alle norme di sicurezza della cattedrale proseguirà anche nei mesi successivi. L’obiettivo è la riapertura completa del duomo, che al suo interno e tutt’ora occupato da impalcature che chiudono l’abside e l’accesso al coro, per la festa di San Berardo, il 19 dicembre. Il ripristino in occasione della solennità dedicata al patrono avrà un doppio significato: oltre al valore religioso ed evocativo per l’uscita della città dall’emergenza post-sisma, segnerà anche la conclusione del primo intervento tra tutti quelli avviati nelle chiese del cratere del Centro Italia. L’accelerazione dei lavori è stata resa possibile anche all’integrazione recente dei fondi stanziati per il progetto. Al duomo sono stati assegnati, infatti, circa 630mila euro in più stornati dai finanziamenti in origine assegnati alle chiese di Padula e Castelli. Lo spostamento delle cifre è stato disposto con decreto dal commissario per la ricostruzione post-terremoto Giovanni Legnini a seguito dell’aggiornamento del quadro economico relativo all’intervento sulla cattedrale trasmesso lo scorso dicembre dalla Diocesi. Il costo ricalcolato per i lavori è stato fissato in oltre 2,6 milioni di euro, a fronte di una stima iniziale attestata a due milioni. Questa cifra era stata già assegnata alla Curia nel 2020, per cui l’integrazione ha richiesto un apposito provvedimento.
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