E in Articolo 1-Mdp entra un bel pezzo di sinistra teramana

25 Marzo 2017

Insieme a tanti ex rappresentanti di Sel e Si si schierano esponenti di associazioni come Udu, Cia e Teramo Nostra

TERAMO. Una casa per la sinistra che non si riconosce nel Pd renziano. Questo è "Articolo 1-Movimento democratico e progressista" che sta muovendo i suoi primi passi anche a livello provinciale. Ne fanno parte, oltre ai fuoriusciti dal Pd, anche ex dirigenti e amministratori iscritti o simpatizzanti di Sel e Sinistra Italiana, tra cui rappresentanti dell'area socialista, nonché ambientalisti ed esponenti di associazioni che operano sul territorio. L'obiettivo è «costruire un centrosinistra plurale, non soffocato da ambizioni leaderistiche o da pretese di arrogante autosufficienza», ma che sappia rilanciare e dare risposta ai temi sociali, del lavoro, dell'economia sostenibili e della lotta alla povertà recuperando i valori dell'Ulivo, la coalizione che si creò attorno a Romano Prodi.

«Stiamo raccogliendo adesioni sia da singoli cittadini che da circoli di partito e associazioni», spiega Tommaso Di Febo, che ha abbracciato la nuova esperienza lasciando l'incarico di coordinatore regionale di Sel, «per costruire una forza di sinistra che sia in grado di incidere anche in termini percentuali e abbia un peso elettorale». Al suo fianco c'è Mirko De Berardinis, che è stato coordinatore di circolo del Pd. «Costruiamo questo nuovo soggetto politico», spiega, «dopo aver preso atto che la politica renziana ha spinto i Democratici verso il Partito della nazione». La deriva a destra dei Democratici è testimoniata, secondo lui dall'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dal jobs act, dai voucher e soprattutto dalla riforma costituzionale bocciata dal referendum di dicembre. «Con questa iniziativa vogliamo ridare spazio», evidenzia De Berardinis, «a tutti i compagni di sinistra che hanno perso il loro riferimento politico». A rappresentare la componente socialista, anch'essa fuoriuscita da Sinistra Italiana, è Francesco Virgili, che si sofferma sul richiamo del movimento all'articolo 1 della Costituzione che fonda la Repubblica sul lavoro e attribuisce la sovranità al popolo. «Proprio questi sono i temi da rimettere al centro per il Paese», afferma, «insieme al ruolo e alla presenza dei partiti, anche questi rientranti tra le garanzie costituzionali». Entusiamo e chiarezza sono le parole chiave, secondo Chiara Di Marcantonio ex componente della segreteria provinciale di Sel. «Su questioni come il lavoro e i diritti civili non ci possono essere tentennamenti», spiega, «vanno portati avanti con forza».

Ad aderire al movimento sono stati finora i circoli di Sel di Roseto, Mosciano e Silvi, oltre a Donato Di Marco della Cia, Andrea Core dell'organizzazione studentesca Udu, Piero Chiarini presidente di Teramo nostra, il consigliere comunale di Basciano Francesco Ruggieri, Maurizio Nardangeli ex assessore di Tossicia, Stefano Di Filippo ex assessore di Civitella, l'ex consigliere provinciale Mario Luciani, il presidente dell'associazione anti racket Giovanni Macé, l'ex sindaco di Castellalto Gabriele Ruggieri. l'ex primo cittadino di Silvi Giuseppe Di Febo, gli ex assessori di Pineto Daniele Costantini e Tiziana Di Tecco e altri ex consiglieri di diversi comuni. (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA