E la città invoca il protettore San Berardo

Molto seguita la celebrazione per il patrono. Il sindaco: «Sia un’occasione per rafforzare la comunità»
TERAMO. Il tempo di pandemia ha reso particolarmente sentita, per i credenti, la festività del patrono di Teramo, San Berardo. Per quanto lo consentivano le norme anti-Covid in cattedrale, ieri mattina, c’era tanta gente. E tanti altri hanno assistito da piazza Orsini all’esposizione, da parte del vescovo Lorenzo Leuzzi, delle reliquie del santo protettore. In cattedrale c’era anche il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha diffuso un messaggio per la festività scrivendo tra l’altro che la ricorrenza «è quest’anno come non mai una occasione che può richiamare tutti a un più profondo sentimento di comunità e a un più attento atteggiamento di responsabilità». Il sindaco ha continuato: «San Berardo, per secoli, è stato il protettore cui i cattolici si sono affidati per tutelare le sorti di Teramo e dei teramani. Quale occasione più propizia, allora, per sottolineare l’importanza di essere comunità che assieme affronta i problemi e per rimarcare la necessità e l’importanza dell’impegno individuale in favore della collettività nella quale si vive ed opera». Il sindaco ha concluso: «Una festa religiosa che mi spinge ad unirmi ai credenti che invocano il Protettore della città perché continui a guardarla e custodirla, ma al tempo stesso una occasione per appellarmi alle energie della mia comunità, perché si rafforzi il senso di unità, di appartenenza, di concordia. E possa ritrovare al più presto, una nuova e rigenerata vitalità».

