E’ scontro sugli asili nido ai privati

La delibera in commissione: la minoranza frena, ma il sindaco pensa al micronido
TERAMO. Si accende il confronto tra maggioranza e opposizione sulla possibilità di affidare gli asili nido comunali ai privati. La delibera, che indica un generico indirizzo verso l'esternalizzazione del servizio senza indicare quali strutture saranno eventualmente coinvolte nell'operazione, è stata esaminata ieri dalla commissione istruzione pubblica raccogliendo dubbi e contestazioni da parte dei consiglieri di minoranza. Il provvedimento serve all'amministrazione per tenere aperta la porta all'arrivo dei privati negli asili nido in vista della scadenza di termini oltre i quali questa opzione non sarebbe più praticabile. «L'obettivo è di mantenere lo stesso livello di prestazioni», fa sapere il sindaco Maurizio Brucchi, «pur avendo a disposizione sempre minori risorse». Il progetto di esternalizzazione riguarda in particolare il micronido, struttura che ospita una cinquantina di bimbi che finora è stata in funzione grazie a sovvenzioni regionali. «Questo servizio costa 236mila euro», fa notare il primo cittadino, «ma la Regione non ha più intenzione di finanziarlo». Per questo, dunque, sarebbe destinato alla privatizzazione. Nel corso della seduta di ieri, però, i rappresentanti dell'opposizione hanno posto diverse questioni sul provvedimento. Francesca Chiara Di Timoteo (Pd) ha chiesto chiarimenti sul destino dei bimbi e delle operatrici attualmente impegnate nel micronido, mentre Maria Cristina Marroni ha sollecitato la presentazione in consiglio, convocato per martedì anche per il voto su questa delibera, di un ordine del giorno che spinga la Regione a rifinanziare il servizio. Il problema sarà discusso in un incontro tra i dirigenti comunali e l'assessore regionale Marinella Sclocco. Per questo Fabio Berardini (Movimento 5 stelle) ha proposto di rinviare l'esame del provvedimento in attesa dell'esito di quella riunione. (g.d.m.)
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