«E sul parcheggio serve chiarezza»

Il consigliere comunale Fracassa accusa la Asl per la struttura multipiano al Mazzini
TERAMO. La conferenza stampa di ieri mattina sul ricorso al Tar contro il nuovo ospedale a Piano d'Accio è stata occasione per il consigliere comunale di Futuro In Franco Fracassa per tornare anche sulla vicenda del parcheggio coperto del Mazzini. «Un ecomostro, come il compianto Sandro Santacroce lo definì in consiglio comunale, rimasto lì, incompiuto. E così resterà», ha detto Fracassa, ricostruendo la storia che ha caratterizzato l'opera mai del tutto completata per una serie di vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'Ati che all'epoca lo realizzò tramite un project financing. «Qui abbiamo ora oltre al danno la beffa: la Asl di Teramo ha infatti stipulato un accordo proprio con l'Ati per entrare in possesso del parcheggio sborsando poco più di 5 milioni di euro. Cioè paghiamo con soldi dei cittadini chi non ha finito un'opera che prevedeva oltre ai posti auto anche una sala convegni, il bar, una chiesetta, spazi per le attività commerciali rimaste invece lungo la strada di ingresso dell'ospedale», ha spiegato il consigliere comunale sottolineando in più passaggi come tale accordo sia stato stretto «un anno fa senza dire nulla a nessuno, senza rendere nota questa cosa che è andata ad annullare l'azione giudiziaria che era in corso proprio con l'Ati. Si tratta di tantissimi soldi, evidentemente tolti alla sanità teramana e quindi a tutti noi cittadini. Mi chiedo il perché di questa operazione. Inoltre per ciò che risulta dagli atti, la Asl è intenzionata a rimodulare il progetto senza portarlo a termine come prevedeva l'originaria stesura. Non realizzerà cioè quegli spazi previsti destinati alle attività commerciali, al bar, alla sala convegni e tutto il resto. Senza considerare infine che nulla è stato fatto per mitigare l'impatto ambientale: la collina è inguardabile, si sarebbero dovuti collocare dei pannelli per armonizzare il cemento». ùFracassa è tornato a chiedere conto anche agli uffici tecnici del Comune di Teramo che «avrebbero dovuto controllare all'epoca che i lavori venissero eseguiti regolarmente, e invece nulla: per questo ho presentato una diffida verso il dirigente dell'area urbanistica sulle ragioni della mancata vigilanza sull'opera e andrò avanti per le vie che la legge consente», ha concluso il consigliere. (v.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

