Economia, buone previsioni per il 2020

31 Dicembre 2019

Lanciotti: «Le imprese aumentano, ma ci preoccupano il commissariamento della Popolare di Bari e le code sull’A14»

TERAMO. Un 2019 definito estremamente positivo, in termini di risultati per la Camera di commercio, dal presidente Gloriano Lanciotti.
L’ente ha distribuito sul territorio risorse per 1.181.465 euro, sostenendo 422 fra enti e imprese. «E con fondi per l’abbattimento degli interessi abbiamo favorito investimenti per un milione 590mila euro», fa notare parlando di interventi mirati, ad esempio, alle imprese turistiche per i danni delle mareggiate. E poi imprese giovanili e femminili, 83 nel cratere sismico 2016-17 (302.714 euro) e 36 danneggiate dalle calamità naturali del gennaio 2017 (107.441 euro).
Sono solo alcuni degli interventi progettati dalla Camera di commercio – che ha finanziato manifestazioni su tutto il territorio, dal Natale teramano alla Coppa Interamnia, da Prima secca e Castelbasso, solo per citarne alcune – che chiude un anno improntato al dinamismo. Lanciotti peraltro guarda al futuro con ottimismo per la provincia di Teramo. La riflessione parte dal dato relativo ai primi 9 mesi del 2019, in cui c’è stato un aumento di una quarantina di imprese, in linea con quanto accaduto nel 2018. «Con i progetti che abbiamo in piedi e se la ricostruzione ripartirà, prevedo che il 2020 sarà un anno positivo. L’edilizia d’altronde è un volano per tutta l’economia».
Ma ci sono due argomenti che preoccupano il presidente. «Il primo è il commissariamento della Banca popolare di Bari: vorremmo che il governo decida rapidamente sul progetto che ha in animo di fare. Le imprese locali hanno bisogno di banche con un sistema importante, in grado di dare finanziamenti. Se sarà come l’altra volta, quando la banca si è fermata per due anni, l’intero territorio andrà in affanno. La seconda questione riguarda l’autostrada. Le lunghe code stanno creando problemi economici, con ripercussioni immediate sul commercio e sul turismo. Ci auguriamo che il governo intervenga immediatamente».
C’è poi il tasto dolente della fusione con la Camera di commercio dell’Aquila, di cui Teramo ha chiesto la revoca al contrario dell’Aquila. «L’obiettivo è aspettare che la Corte Costituzionale si esprima sulla relativa norma: l’udienza si terrà l’8 aprile. Non capiamo il modo di fare degli amici aquilani: è l’unica Camera che vuol fare la fusione a prescindere. Noi faremo di tutto perché si arrivi a quella data senza la fusione, è una scelta di buon senso. L’appello alla governance della Camera e agli imprenditori aquilani è a ritornare sulle proprie scelte, in modo che L’Aquila torni ad avere una Camera di commercio nella sua provincia. L’appello alla Regione è affinché non affretti i tempi, ci rimettiamo al suo buon senso». (a.f.)
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