Ecotedi, minacciato lo sciopero

I sindacati: «Irrisolti troppi problemi, intervenga il sindaco»
GIULIANOVA. I sindacati avevano revocato lo sciopero proclamato per il 5 maggio all’Ecotedi con la promessa, da parte dell’azienda, di avviare un confronto su alcuni problemi molto sentiti dal personale della società di igiene urbana. Ma il confronto si è inabbiato. Da qui una risentita nota di Amedeo Marcattili della Fp Cgil e di Massimo Di Carlo della Fiadel che parlano di “farsa”.
I due sindacalisti ricostruiscono gli ultimi sviluppi. L’11 aprile avevano proclamato una giornata di sciopero per il 5 maggio di tutti i dipendenti «in quanto l’impresa non rispetta il contratto nazionale in riferimento alle varie indennità, alla quota Previambiente, al lavaggio Dpi e alla nostra richiesta di aumento del buono pasto da 2 a 3 euro.Con senso di responsabilità, dopo la convocazione da parte aziendale, avevamo sospeso lo sciopero ed avviato una nuova trattativa, ci sono stati due incontri, il primo il 29 aprile con la presenza del presidente e amministratore delegato Ercole Diodoro, il secondo il 3 giugno alla presenza dei vertici aziendali. Negli incontri abbiamo ribadito le nostre richieste, da parte aziendale si è preso l’impegno che entro il 15 giugno la stessa avrebbe dato delle risposte definitive».
Ma finora tutto tace. E i sindacati accusano l’Ecotedi, «una ditta che immagina le relazioni sindacali come un fastidio». «Vorremmo ricordare all’Ecotedi il rispetto del capitolato d’appalto riguardante le assunzioni per il periodo estivo, in una località turistica come Giulianova non è pensabile svolgere il lavoro con lo stesso numero di personale tenendo conto anche del giusto periodo di ferie che i dipendenti hanno diritto di usufruire», aggiungono Marcattili e Di Carlo. E chiedono al nuovo sindaco «di intervenire ed eventualmente convocare tutte le parti in causa» per cercare di risolvere tutti i problemi.
«In difetto ci vedremo costretti, nostro malgrado, ad intraprendere tutte le iniziative che riterremo opportune per la difesa dei diritti dei lavoratori», concludono Fp Cgil e Fiadel.
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