Ecotedi, si va verso lo sciopero Appello dei sindacati a Costantini

Fp Cgil e Fiadel chiedono un incontro al sindaco «per spiegare la situazione all’ente appaltante» Marcattili: «L’azienda che smaltisce i rifiuti non rispetta il contratto per alcune indennità»
GIULIANOVA. Torna l’ombra di uno sciopero dell’Ecotedi. La vertenza avviata da Fp Cgil e Fiadel a tutela delle maestranze della società che provvede alla raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, rischia di sfociare in manifestazioni di protesta.
I sindacati, nell’ultimo tentativo di evitarlo, hanno inviato ieri una richiesta al sindaco Jwan Costantini a cui si chiede un incontro per discutere della questione. «La Ecotedi, con incontri in sede aziendale e presso la Provincia di Teramo», scrivono Amedeo Marcattili (Fp Cgil) e Massimo Di Carlo (Fiadel), «più volte è stata sollecitata alla soluzione dei problemi inerente l’applicazione del contratto nazionale di lavoro della categoria. Purtroppo dobbiamo constatare l’assoluta mancanza di riscontri alle nostre richieste. Riteniamo opportuno avere una interlocuzione con il sindaco di Giulianova affinchè le problematiche da noi evidenziate siano a conoscenza dell’ente appaltante».
Marcattili spiega nel dettaglio qual è l’oggetto del contendere: «Abbiamo chiesto più volte l’applicazione del contratto collettivo nazionale di categoria riguardante le indennità spettanti ai lavoratori, ma l’azienda ha sempre tergiversato nonostante l’esistenza di quelle clausole da diverso tempo. Abbiamo svolto un’assemblea con i lavoratori e in quella sede abbiamo stabilito il percorso da seguire. Abbiamo cercato da tempo e in tutti i modi di arrivare ad un accordo, ma finora non abbiamo ottenuto nessun risultato concreto, se non chiacchiere. Comprendiamo di essere di fronte a un servizio molto delicato e siamo pure coscienti di essere in estate, periodo in cui la raccolta dei rifiuti è particolarmente necessaria anche per una ragione igienica. Sappiamo anche che Giulianova è una primaria realtà turistica, ma se la proprietà continua ad essere sorda e a non rispettare il contratto vigente, non ci restano molte altre strade da percorrere se non quella dello sciopero. Una decisione, se dovessimo arrivare a questo, che ovviamente non prenderemo a cuor leggero, ma evidentemente saremo obbligati ad imboccare una strada estrema. Spero che la vicenda possa concludersi prima e con soddisfazione di tutti».
Uno sciopero era stato già indetto per il 5 maggio, poi era stato revocato in quanto c’era stato un incontro con i vertici aziendali. Ma evidentemente senza esito. I punti sul tavolo, sostanzialmente sono sempre gli stessi: l’impresa non rispetta il contratto nazionale in riferimento alle varie indennità (i sindacati citano quella del “nono operatore” e in alcuni casi per gli scatti di anzianità) alla quota Previambiente per la pensione integrativa, al lavaggio dei vestiti da lavoro e alla richiesta di aumento del buono pasto da 2 a 3 euro.
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