Edifici pericolanti, è allarme: «A rischio l’incolumità pubblica»

La consigliera Ciprietti (FdI) denuncia ritardi nella messa in sicurezza di un palazzo semidistrutto: «Inefficace l’ordinanza del 2021 per l’avvio di interventi da parte dei proprietari entro 90 giorni»
SANT’OMERO. C’è preoccupazione per le condizioni di diversi fabbricati del centro storico di Sant’Omero. Interventi da parte di privati, tramite bonus facciate, Superbonus e agevolazioni simili, non se ne vedono dentro le mura del castello, uno degli scorci più suggestivi del capoluogo. La consigliera comunale e presidente del circolo Fratelli d’Italia Nadia Ciprietti riaccende i riflettori sullo stato di pericolo costante dei fabbricati per l’incolumità pubblica.
«Voglio sollecitare l’amministrazione comunale sulla pericolosità, già segnalata dal 28 gennaio 2021 dal gruppo consiliare “Sant’Omero Futura” sul crollo di una porzione di tetto di un immobile che affaccia su largo del Convento dove si trova la chiesa madre», fa sapere, «la relazione dei vigili del fuoco aveva evidenziato criticità e intimato l’immediata messa in sicurezza già nel 2018. L’ordinanza che dettava interventi al proprietario fu emanata solamente tre anni dopo, il 9 febbraio 2021, e aveva il termine perentorio di 90 giorni».
La consigliera evidenzia che «senza ripercorrere l’iter ormai noto, dopo aver rimosso e riposizionato le transenne nella parte sottostante alla bisogna e solo dopo le nostre segnalazioni, oggi constatiamo come queste siano di nuove sparite. Il ridicolo potrebbe essere il filo conduttore di questo modus operandi se solo non si mettesse a rischio l’incolumità pubblica». Secondo Ciprietti «la messa in sicurezza dell’immobile è una priorità non rinviabile e l’ente deve farsene carico visto che il proprietario non è rintracciabile. Nel contempo sarebbe opportuno conoscere i tempi e i modi del recupero dell’angolo più suggestivo del centro storico “Lu suppurt” attraverso il finanziamento post-sisma, ottenuto più di un anno fa ma di cui si sono perse le tracce. Il centro storico ha fragilità prioritarie rispetto a scalinate illuminate. La sicurezza e l’incolumità dei cittadini valgono più di annunci e taglio di nastri». Intanto, le condizioni di Angelo Di Gennaro, ancora in sedazione dopo essere stato sepolto dal crollo della sua abitazione per una fuga di gas lo scorso sabato, restano stabili. I medici del Mazzini potrebbero svegliarlo già nelle prossime ore.
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