Edifici privati, boom di domande Per i danni lievi 2.831 richieste

È il primo effetto della semplificazione normativa delle ultime ordinanze firmate dal commissario Legnini: «Sono risultati importanti, nel 2021 ci aspetta un lavoro intenso per far aprire i cantieri»
TERAMO. La semplificazione normativa introdotta con le ultime ordinanze del commissario straordinario ha dato una decisa accelerazione alla ricostruzione post sisma, sbloccando non solo quella pubblica, rimasta per troppo tempo al palo, ma velocizzando anche quella privata. Un'accelerazione che è messa nero su bianco dai dati relativi alle richieste di contributo per gli edifici privati che hanno subito danni lievi durante il sisma del 2016-2017.
Alla scadenza del termine del 30 novembre, infatti, le domande presentate agli Uffici per la ricostruzione di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria erano 14.685, con una crescita pari al 66,5 per cento rispetto alle 8.822 che si contavano a fine 2019. Di queste, inoltre, ben 4.485 sono quelle presentate nel solo mese di novembre grazie alla procedura semplificata prevista dall’ordinanza 107 per i danni lievi (mentre quelle arrivate dall’inizio dell’anno sono pari a 5.725). A rendere pubblici i dati è la stessa struttura commissariale che evidenzia come considerati anche i danni gravi e le attività produttive, il numero complessivo delle richieste di contributo ammonta a 19.539, con una crescita del 62% rispetto alle 12.063 domande di fine 2019. Attualmente, inoltre, nell’intero cratere del sisma 2016 sono aperti 3.350 cantieri per la ricostruzione privata, mentre gli immobili già riparati sono pari a 3.520. Per quanto riguarda specificamente l'Abruzzo le richieste di contributo presentate per i danni lievi sono passate dalle 1.422 al 31/12/2009 alle 2.831 al 30 novembre di quest'anno, con 1.039 domande presentate solo nell'ultimo mese. A queste si aggiungono le 547 domande per i danni gravi, di cui 201 presentate solo nel corso del 2020. «Sono risultati molto importanti»,commenta il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, « ottenuti grazie alle semplificazioni normative introdotte con le nuove ordinanze, al lavoro degli Uffici speciali e al dialogo fruttuoso con i professionisti della ricostruzione che hanno responsabilmente rispettato i termini. Nel corso di questo difficile 2020, segnato dagli effetti negativi della pandemia, le domande di contributo presentate hanno fatto un balzo in avanti significativo arrivando quasi a 2 mila, cioè un quarto del totale potenziale, visto che dopo il sisma si contavano 80mila edifici danneggiati». Adesso, dunque, la ricostruzione può finalmente decollare. «Sono soddisfatto dei risultati raggiunti, ma con i danni lievi abbiamo chiuso solo il primo capitolo del processo di ricostruzione», conclude Legnini, «nel 2021 ci aspetta un lavoro molto intenso: i Comuni, gli uffici speciali, i professionisti, le imprese, saranno chiamati a uno sforzo eccezionale, per far sì che le numerose domande presentate arrivino alla concessione del contributo e all’apertura dei cantieri per la riparazione delle case». Grazie alle novità introdotte con le ultime ordinanze e in particolare a quella che disciplina i poteri in deroga, una forte accelerazione arriverà anche per la ricostruzione pubblica. (a.m.)
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