Edificio Ater fatiscente, la Cri ora punta a Colleranesco

15 Giugno 2015

GIULIANOVA. La sede pensata dall’amministrazione comunale per la Croce rossa, il caseggiato di proprietà dell’Ater di fianco al centro socio culturale in via dei Pioppi, non va bene per ospitare i...

GIULIANOVA. La sede pensata dall’amministrazione comunale per la Croce rossa, il caseggiato di proprietà dell’Ater di fianco al centro socio culturale in via dei Pioppi, non va bene per ospitare i volontari e i mezzi della Croce rossa e non solo perché l’edificio, abbandonato da anni, è fatiscente, ma soprattutto perché troppo piccolo.

La Cri, dunque, sta cercando soluzioni alternative, come prendere in affitto un capannone nella zona industriale di Colleranesco. È ormai certo che la Cri dovrà abbandonare, il 19 giugno, la sede che occupa dal 1992 in via di Vittorio attigua alla scuola media Bindi-Annunziata per fare posto agli alunni provenienti dalla scuola elementare di via Lepanto, che verrà abbattuta. I responsabili della Croce rossa giuliese, Adriano Voogt e Claudio Lamolinara, avevano chiesto già da tempo di poter avere in cambio proprio l’edificio di via Lepanto da destinare a sede stabile. L’ampio spazio che fronteggia la scuola, infatti, avrebbe potuto ospitare i mezzi e le strutture mobili. Ma, visto che il Comune sembra intenzionato a vendere quel terreno, buttando giù la scuola che non raggiunge gli standard minimi di sicurezza sismica, l’assessore ai lavori pubblici Nello Di Giacinto aveva pensato di assegnare loro il caseggiato, dopo l’ok dell’Ater, in via dei Pioppi.

Ma la Croce rossa, dopo un primo sopralluogo, ha rilevato le condizioni fatiscenti della struttura, le cui pareti sono ricoperte di muffa, che non ha né luce, né acqua e né gas e dunque rimetterla a nuovo comporterebbe oneri economici gravosi. Affittare un capannone a Colleranesco sembra quindi essere l’unica soluzione possibile per non dover andare fuori città, anche se il pagamento dell’affitto potrebbe influire sui servizi offerti (come il pagamento delle bollette a chi non può permetterselo) e addirittura causare ritardi negli interventi di soccorso, vista la lontananza dal centro abitato.

Margherita Totaro

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